Lukashenko ordina una verifica urgente delle capacità di combattimento dell'esercito bielorusso dopo la visita del direttore della CIA a Mosca

Alexander Lukashenko e Vladimir PutinFoto © TASS

Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha ordinato mercoledì una verifica a sorpresa della capacità di combattimento delle sue forze armate, in una decisione che è coincisa con la visita non annunciata del direttore della CIA, John Ratcliffe, a Mosca, secondo quanto riportato dal Kyiv Post.

Alexander Volfovich, segretario del Consiglio di Sicurezza della Bielorussia, ha confermato che una brigata lascerà la sua base permanente per svolgere compiti di cui il contenuto non è stato divulgato. «Per ora non ne parleremo», ha dichiarato Volfovich, che ha precisato che le missioni dipenderanno dalle decisioni del comando militare e dello Stato Maggiore Generale.

L'esercizio porrà particolare enfasi su metodi per attaccare un nemico potenziale, prendendo come riferimento dottrinale «l'esperienza dei conflitti militari in Ucraina e Iran», secondo le parole dello stesso Volfovich. L'obiettivo dichiarato è verificare se le unità bielorusse possono operare in condizioni reali di combattimento moderno.

Di fronte all'allerta generata dall'annuncio, Volfovich ha esortato la popolazione a non supporre che «stia accadendo qualcosa di straordinario».

La simultaneità della presenza di Ratcliffe a Mosca non passò inosservata.

Il direttore della CIA è arrivato nella capitale russa martedì in una visita non annunciata —la prima nota di un capo di quell'agenzia da quando William Burns ha incontrato Vladimir Putin nel novembre 2021— e il Cremlino ha confermato di aver avuto «contatti tra i servizi di intelligence», sebbene abbia negato che si fosse riunito con il presidente russo, del quale, secondo il portavoce Dmitri Peskov, è stato informato in un secondo momento.

The Wall Street Journal ha riportato, citando fonti vicine all'argomento, che il viaggio potrebbe essere stato legato all'intelligence americana sui possibili prossimi movimenti di Putin.

Secondo quel giornale, le forze russe hanno recentemente svolto esercizi di preparazione della mobilitazione nella regione di Kaliningrado e in altre aree, testando se l'infrastruttura militare fosse in grado di accogliere, equipaggiare e nutrire nuovi reclute. L'intelligence di Washington avrebbe anche raccolto indizi che Putin potrebbe cercare di mettere alla prova la determinazione della NATO.

La ex vice direttrice dell'Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, Beth Sanner, ha interpretato la visita di Ratcliffe come un chiaro avvertimento a Mosca: «L'obiettivo potrebbe essere stato dire: sappiamo cosa state pianificando, e vi conviene non farlo».

La verifica di mercoledì è la terza ispezione a sorpresa conosciuta dell'esercito bielorusso dall'inizio dell'anno, dopo quelle effettuate a gennaio e febbraio del 2026.

Se produce in un momento di crescente militarizzazione della Bielorussia: all'inizio di agosto, il comandante delle Forze di Operazioni Speciali, Alexander Ilyukevich, ha annunciato la formazione di una nuova brigata aerotrasportata d'assalto nella regione di Gomel, a circa quaranta chilometri dal confine ucraino, con una base permanente prevista per il 2027.

Il WSJ aveva precedentemente riportato che Putin stava facendo pressione su Lukashenko per aprire un nuovo fronte contro l'Ucraina e che Mosca stava valutando di utilizzare il territorio bielorusso per operazioni contro stati della NATO, inclusi lanci di droni.

La Bielorussia ha già permesso alla Russia di utilizzare il suo territorio come piattaforma di lancio durante l'invasione iniziale dell'Ucraina nel febbraio 2022 e, dal 2023, ospita armi nucleari tattiche russe. Nel maggio del 2026, entrambi i paesi hanno condotto esercitazioni congiunte focalizzate sull'uso di queste armi nucleari.

Il presidente ucraino Volodimir Zelensky ha avvertito sulla costruzione di infrastrutture militari bielorusse al confine come una potenziale minaccia, mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha messo in guardia Lukashenko, durante una telefonata avvenuta a maggio, sui rischi che la Bielorussia possa essere coinvolta nel conflitto.

Lukashenko, da parte sua, ha ammesso a giugno che la Bielorussia è «molto vulnerabile militarmente» e ha ribadito che il paese parteciperebbe alla guerra solo in caso di un'aggressione diretta.

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