Il primo ministro dell'Ontario lancia insulti a Trump in piena guerra commerciale con il Canada: lo ha chiamato di tutto

Il primo ministro dell'Ontario, Doug Ford (i) e Donald Trump (d)Foto © Collage YouTube/Screenshot- X/La Casa Bianca

Doug Ford, primo ministro dell'Ontario, ha scatenato una tempesta politica lunedì rivolgendosi al presidente statunitense Donald Trump con una serie di insulti senza precedenti, nell'ambito dell'escalation tariffaria tra il Canada e gli Stati Uniti.

Todo è iniziato quella stessa mattina con un'intervista in una stazione radio di Toronto, dove Ford ha lanciato il primo attacco: «Può baciarmi il sedere».

Ore dopo, in una conferenza stampa tenutasi a Hamilton, il premier non solo ha confermato le sue parole ma le ha ampliate con notevole dettaglio anatomico: «Ho molto spazio nel mio posteriore, quindi ha molto spazio per baciarmi il culo».

Le dichiarazioni di Ford non si sono limitate a quella frase.

Ante ai giornalisti riuniti a Hamilton, il premier ha definito Trump «dittatore», «bullo» e «il re dei fallimenti».

Remató con una comparación personal: «Ho più coraggio e più cervello nel mignolo del piede di lui in tutto il corpo».

Quando un giornalista chiese se il primo ministro federale Mark Carney gli avesse chiesto di moderare il tono, Ford fu categorico: «No, non lo ha fatto».

E aggiunse, con apparente calma: «Posso entrare in un tira e molla con Trump, ma semplicemente non cadrò nella provocazione».

Sobre il presidente statunitense, Ford sentenziò senza ambagi: «Questo tipo è un perdente. Sarà un perdente. E basta».

Trump risponde: «Flunky Ford» e il fantasma di Rob Ford

Trump non ha tardato a rispondere dalla sua rete Truth Social.

Chiamò Ford «Flunky Ford» —una sorta di «il lacchè Ford»— e lo descrisse come il fratello «meno carismatico, intelligente e in generale meno impressionante» del suo defunto fratello Rob Ford, ex sindaco di Toronto.

Nello stesso messaggio, Trump ha definito Carney «Governatore Carney» e Ford il suo «lacchè».

Il contesto: Una guerra commerciale in escalation

Lo scambio di insulti non è un episodio isolato, ma il riflesso politico di una crisi commerciale che dura da mesi e si sta aggravando.

Le trattative tra Washington e Ottawa sono crollate venerdì 22 agosto senza un accordo, e a mezzanotte sono entrati in vigore dazi statunitensi del 50% sulle importazioni canadesi per un valore di circa 20.000 milioni di dollari.

Il lunedì, Trump ha annunciato una nuova svolta: a partire dal 1 gennaio 2027, i dazi su veicoli, parti di ricambio e acciaio canadesi saliranno al 50%, raddoppiando l'attuale aliquota del 25% che già colpisce alcuni automobili.

Su Truth Social, il presidente ha accusato il Canada di avere «truffato per anni gli Stati Uniti d'America» e di aver generato «un deficit di 60 miliardi di dollari» nel commercio bilaterale.

Ottawa rispose il giorno dopo con dazi di ritorsione fino al 50% su prodotti statunitensi per un valore di 27.600 milioni di dollari canadesi —circa 20.000 milioni di dollari—, con entrata in vigore l’8 settembre.

I settori colpiti includono acciaio, elettronica, latticini, elettrodomestici, macchinari agricoli e polpa e carta.

Il governo federale ha annunciato anche un pacchetto di aiuti di 7.500 milioni di dollari canadesi per lavoratori e imprese colpiti dal conflitto.

Ford, il premier più combattivo nei confronti di Washington

Questa non è la prima volta che Ford adotta una posizione di confronto diretto con Trump.

In fasi precedenti del conflitto, il premier ha minacciato di interrompere l'energia elettrica a stati come New York, Michigan e Minnesota, ha rimosso le bevande alcoliche statunitensi dai negozi dell'Ontario e ha annullato un contratto con Starlink.

La guerra commerciale tra i due paesi è iniziata formalmente nel febbraio del 2025, quando l'amministrazione Trump ha imposto dazi del 25% sulla maggior parte delle importazioni canadesi.

Da allora, i dazi sono aumentati al 35% nell'agosto del 2025 e al 50% generale nel luglio del 2026, dopo il rifiuto di Trump di rinnovare il Trattato tra Messico, Stati Uniti e Canada (T-MEC) alle condizioni attuali.

I dazi canadesi di ritorsione entreranno in vigore l'8 settembre prossimo, data che segnerà un nuovo capitolo in uno scontro commerciale che, al momento, si conduce anche con parole molto poco diplomatiche.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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