
Un locale nel cuore di Santiago di Cuba ha aperto le sue porte questa settimana per offrire caffè, biscotti e altre bevande agli anziani che aspettano il turno per riscuotere le loro pensioni, in un'iniziativa che rivela, allo stesso tempo, la solidarietà della comunità e la precarietà in cui il regime cubano ha ridotto i suoi pensionati.
Il Ciberclub Corona, situato in Enramadas angolo Corona, ha annunciato l'apertura del suo spazio per assistere coloro che si recano presso la Filiale 8282 del Banco Popular de Ahorro (BPA) durante le giornate di pagamento delle pensioni relative al mese di settembre, che includono l'aumento approvato a luglio 2025 e in vigore da quel settembre.
La convocazione, diffusa dal Joven Club Santiago de Cuba, indica che presso il locale sarà fornita assistenza organizzata e rinfreschi gratuiti per rendere più sopportabile l'attesa degli anziani.
Nell'azione partecipano anche diversi negozi privati della città: TCP Mimiquis, TCP Adri&Ale, TCP Candonga —situato di fronte a Quisquella—, Bodeguita del Medio e Panadería Barracone, che hanno contribuito con risorse per sostenere l'iniziativa.
Il gesto, sebbene ben accolto, espone una realtà che lo Stato cubano non può nascondere: più di 1,7 milioni di pensionati affrontano ogni mese un calvario per riscuotere pensioni che non superano i 4.000 pesos mensili, meno di 10 dollari al cambio informale, secondo dati del Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale.
Le lunghe code, le mattinate davanti alle banche e la cronica scarsità di denaro contante sono una costante in tutto il paese. A Holguín, i pensionati hanno dovuto alzarsi all'alba dalle cinque del mattino per cercare di ritirare il denaro, e ad agosto molti sono rimasti senza ricevere i propri soldi perché il contante non è arrivato agli uffici postali.
In Guantánamo, a causa dell'incapacità del sistema bancario, 113 imprese private pagavano pensioni in contante a più di 3.000 pensionati questo sabato, in base alla Risoluzione 74/2026 della Banca Centrale di Cuba, che ha formalizzato lo schema conosciuto come «Caja Extra» dal 20 luglio.
Il contesto demografico aggrava la dimensione del problema. Cuba è il paese più invecchiato dell'America Latina: entro la fine del 2024, il 25,7% della sua popolazione aveva 60 anni o più, cifra che nel 2026 si aggira già intorno al 26,7%, secondo il Ministero dell'Economia e della Pianificazione.
Frente a questo invecchiamento accelerato, il sistema statale di assistenza è insufficiente: esistono solo 156 case di riposo con 12.697 letti per tutto il paese, e 51 comuni non dispongono di servizi di assistenza agli anziani.
Il Ministero del Lavoro e della Sicurezza Sociale ha ammesso nel marzo del 2026 che «non ci sono risorse per assistere le persone vulnerabili», un'ammissione che contrasta con decenni di promesse rivoluzionarie sulla protezione sociale.
L'iniziativa del Ciberclub Corona è stata accolta con riconoscimento sui social media. I suoi promotori hanno chiesto ai santiagueri di condividere le informazioni «con familiari, vicini e amici pensionati affinché conoscano l'esistenza di questo punto di supporto in Enramadas e Corona».
«In momenti di difficoltà economiche e materiali, piccoli gesti come offrire un posto a sedere, un caffè, dell'acqua o compagnia possono diventare un aiuto considerevole per coloro che, dopo decenni di lavoro, si recano a riscuotere la loro pensione», ha sottolineato la convocazione di Joven Club Santiago de Cuba, una frase che, senza volerlo, riassume l'abbandono in cui il regime lascia i suoi anziani.
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