Cubana esplode in video: «Ci stermineranno come ai dinosauri»

La spazzatura invade il marciapiede e la strada accanto al vecchio Teatro Musical dell'Havana (Immagine di riferimento)Foto © CiberCuba

Una cubana identificata come Yaraidi Rodriguez ha pubblicato un video su Facebook in cui denuncia con disperazione la mancanza di coordinamento tra la fornitura di elettricità e quella di acqua potabile a Cuba, una situazione che descrive come un exterminio silenzioso della popolazione.

«Mettono l'acqua, tolgono la luce. Mettono la luce, non mettono l'acqua. Dopo che siamo rimasti quasi 20 e passa ore senza luce, ci mettono la luce alle 10 di sera», dice Yaraidi nel clip, che in meno di un giorno ha accumulato quasi 27.000 visualizzazioni, più di 1.300 like e 203 commenti.

La donna descrive l'esaurimento fisico ed emotivo di gestire una casa in quelle condizioni: da una settimana dorme sul pavimento per il caldo, senza poter riposare perché l'acqua arriva a orari impossibili, molte volte in piena notte.

«Tu non hai mamma, tu non hai zia. Non vedi che stai distruggendo le donne cubane, che ci stai annientando in massa», interpella direttamente i responsabili.

La frase più incisiva del video riassume la disperazione accumulata: «Se non ci mettiamo d'impegno, ci stermineranno come i dinosauri, cuore».

Yaraidi spiega che grazie a una batteria al litio con convertitore può usare un ventilatore e pompare un po' d'acqua, ma avverte che coloro che vivono ai piani alti —secondo, quinto piano— non possono far salire l'acqua senza un motore elettrico, il che li lascia completamente privi di rifornimenti durante i blackout.

Il suo reclamo è chiaro: «Alle 19:00, accenderemo la luce e l'acqua, affinché tutti possano cucinare». E aggiunge: «Questi maratoni, come se fossimo nel servizio militare, che fanno impazzire, devono finalmente coordinarsi».

La testimonianza di Yaraidi si aggiunge ad altre che nel corso del 2026 hanno pubblicato sui social media altre cubane con denunce simili.

Sisy Aguilera ha parlato di «genocidio» il 30 luglio; Yai Savón ha denunciato quattro giorni senza luce e 15 senza acqua a La Lisa e ha affermato «ci stanno uccidendo piano piano»; Sady R. Companioni è stata minacciata di arresto dopo aver reclamato 15 giorni senza acqua né elettricità mentre sua figlia di sei anni aveva 39,5 °C di febbre.

Ciò che descrive Yaraidi ha una spiegazione strutturale: l'87% degli acquedotti cubani funziona con pompe elettriche, per cui ogni blackout interrompe automaticamente l'approvvigionamento idrico.

Così si genera il circolo vizioso che esaurisce la popolazione: quando arriva la luce, le pompe si mettono in funzione, ma l'acqua impiega ore ad arrivare; quando arriva l'acqua, potrebbe non esserci più elettricità per cucinare.

In La Habana, il numero di persone colpite dalla mancanza d'acqua è aumentato da oltre 200.000 nel mese di aprile a più di 500.000 nel mese di luglio del 2026. A livello nazionale, il regime ha riconosciuto che circa 2,7 milioni di cubani non hanno accesso regolare all'acqua potabile e quasi 10 milioni la ricevono in modo intermittente.

La crisi elettrica alimenta questo collasso idrico e non si intravede alcun miglioramento né a breve né a medio termine. Durante il mese in corso, i blackout hanno colpito simultaneamente circa il 70% del paese durante le ore di punta, con deficit di generazione che hanno superato i 2.400 MW e interruzioni di fino a 20 ore al giorno in diversi territori dell'isola.

«Ci hanno portato al limite. Dobbiamo vivere in scacco matto, come voi, a tempo pieno», conclude Yaraidi, riassumendo in una frase ciò che milioni di cubani affrontano ogni giorno.

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Redazione di CiberCuba

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