«Per farci volare e liberarci dalla routine assassina»: concerto di Silvia Pérez Cruz a L'Avana Vieja

Concerto di Silvia Pérez Cruz nella chiesa dell'Avana VecchiaFoto © FB/Julio Gonpagés

La cantante, compositrice e attrice spagnola Silvia Pérez Cruz ha offerto questa domenica un concerto unico nella Chiesa di San Francisco el Nuevo, situata all'angolo tra le strade Cuba e Amargura, nella Vecchia Avana, in mezzo alla grave crisi multidimensionale che sta attraversando l'isola.

Il recital, che è iniziato alle sei di pomeriggio, è stato descritto dal professore cubano Julio César González Pagés come «un atto di fede» in un post su Facebook. «Oggi sono stato invitato a un atto di fede all'angolo tra le strade Cuba e Amargura, una coincidenza straordinaria, a L'Avana Vecchia. Un angelo è arrivato volando da Barcellona per condividere la sua voce, musica e amore», ha scritto Pagés, presente all'evento.

Captura di FB/Julio Gonpagés

La chiesa è stata scelta deliberatamente per la sua acustica naturale e, soprattutto, per non dipendere dalla rete elettrica nazionale. Il palcoscenico è risultato simbolico: quella stessa domenica, i black out a Cuba colpivano gran parte del territorio dell'isola simultaneamente, con interruzioni che potevano superare le 20 ore, e la disponibilità di produzione elettrica raggiungeva a malapena i 1.032 MW di fronte a una domanda decisamente superiore.

Il concerto si è svolto illuminato da candele sul pavimento e cantato quasi a gran voce, senza amplificazione elettrica. Il professor Pagés, rinomato storico e scrittore, ha raccontato l'esperienza sui social media e ha sottolineato che, con quella semplicità, «non ha avuto bisogno di altro per farci volare e toglierci dalla routine assassina»; ha inoltre evidenziato che Silvia «ha dimostrato che quando si ama un popolo si cerca il modo di essere con esso nel suo momento peggiore senza discorsi [...] manichei».

Tre musicisti hanno accompagnato l'artista sul palco: Bori Alberto al contrabbasso, Marta Roma al violoncello e Carlos Monfort al violino. L'accademico cubano li ha descritti senza mezzi termini: «I tre musicisti che la accompagnano sudavano copiosamente e suonavano come dei». Il programma ha incluso brani del suo album più recente, Oral_Abisal, pezzi emblematici della sua discografia e altri temi.

Il pubblico, che ha atteso per ore davanti ai cancelli della chiesa prima dell'inizio, non ha smesso di applaudire e incitare in nessun momento, secondo la stessa testimonianza. L'evento è stato gratuito e ha goduto del supporto della Fondazione SGAE, dell'Ambasciata di Spagna a Cuba, dell'Agenzia Spagnola di Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo (AECID) e dell'Istituto Cubano della Musica.

La stessa Silvia Pérez Cruz aveva anticipato la dimensione emotiva dell'evento. In dichiarazioni all'agenzia EFE, ha affermato: «Credo che sia il concerto più importante di tutta la tournée». E ha aggiunto: «Ho un legame intimo con quest'isola, voglio cuidarne come so fare, cantando».

Questo legame con Cuba ha radici familiari. Su padre, Càstor Pérez, era ricercatore, compositore di habaneras ed esperto di musica cubana, e le insegnò a quattro anni «La tarde», del compositore della trova tradizionale Sindo Garay. Silvia registrò quel brano nel 2010 in omaggio a suo padre, scomparso nello stesso anno, dopo aver viaggiato insieme per l'isola. Nel luglio del 2026 annunciò il concerto habanero sui social media con il messaggio «Cuba querida, Cuba amada», accompagnato da un video in cui interpreta quel brano.

La tappa a L'Avana fa parte di un tour latinoamericano che è iniziato a Città del Messico e continuerà nella Repubblica Dominicana, in Cile, Argentina e Brasile. Pochi giorni prima del concerto all'avana, l'artista aveva suonato di fronte a 17.000 persone all'Hollywood Bowl di Los Angeles, in occasione dell'addio di Gustavo Dudamel come direttore musicale e artistico della Filarmonica di quella città.

Il contesto energetico che ha circondato il concerto non è casuale: Cuba ha accumulato sette collassi totali del Sistema Elettrico Nazionale fino ad oggi nel 2026, due dei quali registrati all'inizio di agosto. Il 4 di quel mese è stato raggiunto un record di reale affettazione di 2.411 MW. Di fronte a questa realtà, il professor González Pagés, attivo commentatore della realtà cubana attraverso i suoi social, ha chiuso il suo racconto con una frase che riassume il sentimento di molti: «Grazie Silvia, non dimenticherò mai il tuo gesto con la mia tribù, amore si ripaga con amore».

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Redazione di CiberCuba

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