
Un cittadino cubano identificato come Alberto «N» è stato condannato a sei mesi di prigione per il reato di furto con violenza a Tapachula, nello stato di Chiapas, Messico, quattro mesi dopo essere stato arrestato dopo aver sottratto una cassa registratrice da un negozio e aver minacciato con un coltello il proprietario che ha cercato di fermarlo.
La sentenza è stata emessa tramite un procedimento abbreviato davanti alle autorità giudiziarie messicane, secondo quanto riferito da media locali.
I fatti sono avvenuti lo scorso aprile, quando l'uomo è entrato in un negozio dedicato alla vendita di teloni, situato in 8ª Avenida Norte, nella colonia 5 di Febbraio, e si è appropriato di una cassa registratrice metallica contenente più di 2.000 pesos messicani, corrispondenti all'incasso del giorno.
Il proprietario dell'esercizio lo sorprese mentre cercava di fuggire. Secondo quanto riportato nel caso, Alberto «N» estrasse quindi un coltello con impugnatura in legno e una lama metallica di circa 15 centimetri che portava all'altezza della vita, e minacciò il commerciante per evitare di essere trattenuto.
Nonostante la minaccia, il proprietario uscì dietro al sospetto e chiese aiuto avvistando una pattuglia che circolava nella zona.
Gli agenti sono riusciti a intercettare il cubano e, durante l'ispezione, hanno trovato in suo possesso la cassa registratrice, il denaro rubato e il coltello presumibilmente utilizzato per minacciare il commerciante. È stato arrestato in flagranza e messo a disposizione delle autorità.
Nell'operazione hanno partecipato agenti della Segreteria di Sicurezza del Popolo di Chiapas, tra cui la Forza di Reazione Immediata Pakal, la Guardia Statale Preventiva e la Guardia Statale Fronteriza, oltre a agenti della Procura Generale dello Stato, della Segreteria della Marina e della Polizia Municipale.
Sei mesi di carcere e pene alternative
Quattro mesi dopo l'arresto, il caso è giunto a un'udienza di procedimento abbreviato, un meccanismo previsto dal sistema giuridico messicano attraverso il quale l'imputato accetta la propria responsabilità e rinuncia al processo orale in cambio di una risoluzione anticipata che può comportare una riduzione della pena.
El mercoledì, il giudice ha emesso una condanna di sei mesi di prigione e il pagamento di una multa.
La risoluzione prevede anche benefici che consentirebbero di sostituire la detenzione in prigione, tra cui lavori a favore della comunità, semilibertà e la possibilità di sostituire la pena detentiva mediante il pagamento di una sanzione economica.
Cubani bloccati al confine sud del Messico
Il caso si svolge in mezzo a una complessa situazione migratoria a Tapachula, una città che è diventata un punto di concentrazione per migliaia di migranti, tra cui numerosi cubani, che affrontano difficoltà nel regolarizzare la propria situazione e continuare le loro vite in Messico.
Dal inizio del 2026, Tapachula è diventata inoltre uno dei principali punti di arrivo di cubani deportati dagli Stati Uniti sotto la politica migratoria dell'amministrazione di Donald Trump.
Human Rights Watch ha documentato 4.353 cubani deportati in Messico tra il 20 gennaio 2025 e il 9 marzo 2026. Molti di loro sono rimasti nel territorio messicano, affrontando difficoltà legate alla loro documentazione, alle possibilità di impiego e alle opzioni per definire il loro futuro migratorio.
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