La stampa ufficiale afferma che la popolazione «si diverte» alla fiera di Santiago di Cuba, ma i santiagueri la smentiscono

Fiera di Santiago di CubaFoto © Facebook / Tvsantiago

La televisione statale TV Santiago ha pubblicato su Facebook una nota promozionale riguardante una Fiera Agroalimentare e Commerciale tenutasi in Avenida Victoriano Garzón a Santiago de Cuba, assicurando che «la popolazione può godere di varie offerte gastronomiche, commerciali, ricreative e culturali, con opzioni pensate per tutte le età».

L'evento è stato ufficialmente inquadrato nel programma estivo «Verano Con Mi Gente» e nelle celebrazioni per il centenario della nascita di Fidel Castro.

Ma la versione ufficiale ha immediatamente urtato contro la realtà vissuta da chi ha partecipato: i commenti dei cittadini nella stessa pubblicazione smontano il racconto trionfalista punto per punto.

Il cittadino identificato come Leosdel Massó ha riferito di aver visitato la fiera dalle nove del mattino senza trovare un solo stand che accettasse pagamenti tramite trasferimento bancario: «Bene, e dove erano gli ispettori per vigilare su questo tema dei trasferimenti? Perché sono stato personalmente a giro dalle 9 del mattino e nessuno accettava per motivi...»

Kenia Santray è stata più diretta nel mettere in discussione il linguaggio dei mezzi statali: «A quale divertimento si riferisce... quando non si poteva pagare tramite bonifico come di consueto.. non fate pubblicazioni che esprimano che il popolo è felice quando non è la realtà».

Santray ha anche puntato il dito contro i funzionari responsabili di garantire il rispetto delle norme: «fate bene il vostro lavoro e criticate tutte quelle persone che non si prendono cura dei diritti dei consumatori... mi fa ridere e pena per noi che viviamo quotidianamente, noi che subiamo le inettitudini delle persone designate a garantire il benessere del popolo sacrificato, che l'unica cosa che facciamo è RESISTERE CON CREATIVITÀ».

Un altro commentatore, identificato come Cigarros Cigarros, ha riassunto i tre problemi in una sola frase: «Alla fine i prezzi alti, non accettano trasferimenti e gli ispettori riempiono le loro tasche. Pubblicate anche questo».

Matos Matos è stato ancora più contundente nel definire la pubblicazione come «mancanza di rispetto per l'intelligenza umana» e ha criticato le concentrazioni di massa legate a bevande alcoliche e indiscipline sociali: «è un peccato che importi di più l'immagine che il rispetto».

La negativa ad accettare trasferimenti bancari nelle fiere e nei mercati è un problema cronico in tutta Cuba: la stessa stampa ufficiale ha ammesso a luglio del 2026 che solo il 3,77% delle transazioni nel paese sono digitali, e in province come Sancti Spíritus meno del 10% delle attività private accetta pagamenti elettronici in modo abituale.

Il regime ha tentato di forzare il rispetto della legge imponendo multe fino a 16.000 pesos e chiudenendo attività commerciali. A Bayamo, hanno chiuso cinque negozi per aver rifiutato le trasferenze solo pochi giorni fa, ma la misura non è riuscita a cambiare la pratica diffusa.

A ai problemi con i pagamenti si aggiungono i prezzi. In una fiera tenutasi a Camagüey il 14 agosto, la carne è stata offerta a 600 pesos al chilo, cifra che i media ufficiali hanno definito «accessibile» nonostante rappresenti quasi il 20% dello stipendio minimo mensile. A Las Tunas, una fiera di luglio ha mostrato le uova a 2,600 pesos il cartone, e a giugno un acquisto base di alimenti ha superato i 21,000 pesos in una fiera di quartiere, più di tre volte lo stipendio mensile medio.

L'eliminazione dei tetti di prezzo per diversi beni di prima necessità tramite la Risoluzione 150/2026, approvata lo scorso giugno, ha aggravato ulteriormente la pressione sui portafogli della popolazione.

Non è la prima volta che il regime ricorre a fiere in Avenida Garzón come vetrina. Nel marzo del 2026, le autorità annunciarono una megavendita di alimenti a Santiago proprio per «placare il malcontento», una formula che si ripete senza risolvere i problemi di fondo.

«L'unica cosa che facciamo è RESISTERE CON CREATIVITÀ», ha scritto Kenia Santray, riassumendo in maiuscolo ciò che la propaganda ufficiale preferisce ignorare.

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Redazione di CiberCuba

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