Performance in strada a Santiago di Cuba: «Un grido a quella libertà di essere»

Performance "Camille" in via di Santiago de CubaFoto © FB/Yanoskii Suarez Rodriguez

Una performance di strada intitolata «Camille» ha irrompito nella centrale Calle Enramadas de Santiago de Cuba, trasformando per alcuni minuti una delle arterie più trafficate del paese in un palcoscenico di arte, riflessione e provocazione, come riportato in un post del giornalista indipendente Yosmany Mayeta Labrada questo venerdì.

Dietro l'intervento c'è Yanoski Suarez Rodriguez, artista e direttore della Compagnia Danzaria AD Livintum, nato a Santiago de Cuba nel 1980 e noto per la sua fusione di danza, performance e teatralità in spazi non convenzionali.

Captura di FB/Yanoskii Suarez Rodriguez

La pièce presentava un giovane vestito di nero che interagiva con un pesante tronco posato su un tavolo. Il suo corpo cadeva a terra, si contorceva, si sollevava e tornava a confrontarsi con l'oggetto, mentre i passanti si fermavano ad osservare dai marciapiedi e dai portoni della strada.

Il stesso Suarez Rodriguez ha spiegato il senso dell'opera sui suoi social media: «È un grido a quella libertà di essere, di lottare per i propri principi, i propri ideali e di non lasciare che altri decidano il tuo destino».

La definì anche come «un invito alla meditazione, su ciò che ci frena e ci riduce a essere semplici marionette all'interno di strutture che cambiano solo di nomi ed epoche». Affermò inoltre, in un commento alla pubblicazione di Mayeta, che è dedicata alla grande artista francese Camille Claudel (1864-1943) e «anche a tutti noi».

La presentazione recensita è stata, secondo lo stesso artista, la «seconda e ultima mostra per il pubblico del processo in costruzione e creazione coreografica e musicale» di «Camille», la cui musica è del compositore Roi Man. Ha partecipato inoltre come artista invitata Glenis Giselle Díaz Luna, studentessa del secondo anno del Conservatorio di Musica Esteban Salas di Santiago de Cuba.

Il progetto ha ricevuto il supporto di diverse istituzioni: l'Alianza Francesa di Santiago de Cuba, la Piattaforma Eje, Escena Santiago de Cuba, Anier Limonta e il Centro Culturale Rosacruz AMORC di Guatemala.

Mayeta Labrada ha sottolineato la dimensione politica del gesto artistico: «Il corpo sottoposto al peso, la caduta, lo sforzo di rialzarsi e il legno che sembra accompagnarlo o imprigionarlo costruiscono di per sé una potente metafora visiva». Ha aggiunto: «L'arte libera è anche questo: non dire allo spettatore cosa deve pensare, ma obbligarlo a pensare».

La Calle Enramadas, il cui tracciato risale al 1603, è considerata il corridoio pedonale patrimoniale più lungo di Cuba, con una lunghezza di circa 1,5 chilometri, e funge da una delle principali arterie commerciali e culturali della città.

Il contesto in cui si inserisce «Camille» non è trascurabile. Il Decreto-legge 349, in vigore dal dicembre 2018, vieta di svolgere attività artistiche in spazi pubblici senza autorizzazione preventiva del Ministero della Cultura e conferisce alle autorità il potere di sospendere spettacoli, applicare multe e confiscare materiali. Organizzazioni come Amnesty International lo hanno definito uno strumento di criminalizzazione dell'arte indipendente a Cuba.

A fine del 2025, l'Osservatorio dei Diritti Culturali ha informato che 17 artisti cubani rimanevano incarcerati e altri 10 stavano scontando condanne sotto regimi restrittivi, per un totale di 27 creatori puniti dallo Stato.

Il debutto definitivo di «Camille» è previsto nei prossimi mesi, quando l'opera concluderà il suo processo di creazione.

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