
La Empresa Eléctrica de La Habana ha informato questo venerdì che il servizio di telebanca per il pagamento della bolletta elettrica presenta problemi, attribuiti a guasti nel collegamento esterno dei server della Unione Elettrica (UNE).
Secondo il comunicato ufficiale, «a causa di problemi esistenti con il collegamento esterno dei server della Unión Eléctrica, il servizio di telebanca per il pagamento della bolletta elettrica sta presentando dei problemi».
L'ente ha indicato che l'Impresa di Automatica, Tecnologia e Informazione (ATI) sta collaborando con ETECSA a una soluzione immediata e si è scusato con i propri clienti, raccomandando di rimanere informati attraverso i canali ufficiali dell'istituzione.
Non è la prima volta che accade. All'inizio di agosto, la UNE ha sospeso il pagamento digitale della fattura elettrica attraverso tutte le sue piattaforme —Transfermóvil, Enzona e sportelli automatici— per lo stesso motivo: problemi nei suoi server causati dai collassi del Sistema Elettroenergetico Nazionale (SEN).
In quella occasione, la stessa UNE ha riconosciuto che «i server della UNE hanno presentato problemi a causa degli ultimi collassi del sistema elettrico».
Il modello si ripete: ogni disconnessione totale del SEN danneggia l'infrastruttura tecnologica della Unión Eléctrica, il che paralizza le piattaforme di pagamento digitale insieme all'approvvigionamento elettrico.
Cuba accumula almeno sette collassi totali del SEN nel 2026, con due a marzo, tre a luglio e due ad agosto. Questo venerdì, la UNE riportava una disponibilità di appena 1.080 MW rispetto a una domanda di 3.300 MW, con un deficit previsto di 2.140 MW.
La reazione dei cittadini sui social network ha mescolato ironia e stanchezza. Un utente ha fatto notare che «quel problema esiste da molti giorni», il che suggerisce che il guasto sia anteriore all'annuncio ufficiale.
Altri hanno messo in discussione la logica stessa della tariffazione: «E cosa andranno a fatturare se non c'è mai elettricità?», ha scritto uno. «Quale servizio funziona a Cuba?», ha chiesto un altro. Un terzo commento, carico di sarcasmo, ha osservato: «Che strano! Se a Cuba tutto funziona al 100%.»
C'è chi ha anche sfruttato la situazione con umorismo nero: «Perfetto, non si paga». Altri hanno chiesto comprensione: «Per favore, date tempo per pagare», ha scritto un'utente, mentre un'altra ammetteva: «Non sono riuscita a pagare la bolletta, continuerò a provarci».
Alcuni commenti hanno evidenziato un problema più strutturale con i trasferimenti bancari. «Lo Stato quasi mai li accetta; sembra che li lasceranno solo per i lavoratori autonomi», ha scritto un utente, mettendo in discussione se ostacolare il lavoro privato sia il vero obiettivo.
Il contesto aggrava la situazione. Come ha ammesso la stampa ufficiale nel luglio del 2026, solo il 3,77% delle transazioni a Cuba avviene in formato digitale, e meno del 10% delle imprese private accetta trasferimenti in modo abituale, nonostante oltre 15.240 multe e 269 chiusure di esercizi per non accettare pagamenti elettronici.
I fallimenti ricorrenti su piattaforme come telebanca, Transfermóvil ed Enzona — aggravati dai blackout che in alcune zone superano le 20 ore giornaliere — rafforzano la sfiducia dei cittadini nei pagamenti digitali e consolidano la preferenza per il contante, in contrapposizione alla politica di bancarizzazione promossa dal regime.
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