Il presidente di El Salvador, Nayib Bukele, ha annunciato martedì l'invio di due aerei cargo con 100 tonnellate di aiuti umanitari in Colombia, in risposta al devastante terremoto di magnitudo 7,4 che ha colpito il nord-ovest del paese due giorni prima e che ha lasciato almeno 188 morti e oltre 1.600 feriti secondo l'ultimo bilancio ufficiale.
In un post su X, il mandatario del paese centroamericano ha spiegato i dettagli dell'operazione e ha precisato che il suo omologo colombiano aveva richiesto solo materiali, non personale di soccorso.
«Il Governo della Colombia ha richiesto aiuti umanitari unicamente sotto forma di approvvigionamenti per assistere le famiglie colpite dal terremoto. Ci hanno informato che le loro squadre di soccorso, i medici e altri corpi di emergenza sono già impegnati sul campo e stanno gestendo la situazione, per cui, al momento, non necessitano di supporto di personale», ha dettagliato.
Il primo aereo è partito nella notte di martedì con destinazione Cali, mentre il secondo era programmato per decollare questo mercoledì.
La spedizione è stata preparata secondo le esigenze comunicate dalle autorità del paese colpito dal sisma e include cibo, generi di prima necessità, kit di igiene, medicinali e forniture mediche.
L'operazione è stata coordinata tra le cancellerie dei due paesi.
Il terremoto è avvenuto lunedì alle 7:34 del mattino con epicentro a San José del Palmar, nel dipartimento del Chocó, a una profondità compresa tra 96 e 110 chilometri secondo diverse agenzie sismologiche.
Il sisma è stato avvertito a Bogotá, Cali, Manizales, Pereira e Armenia, e anche in Ecuador e Panama.
Il Servizio Geologico Colombiano ha registrato più di 60 repliche dopo il sisma principale, mentre il Servizio Geologico degli Stati Uniti ha attivato un allerta arancione stimando tra 100 e 1.000 morti possibili.
I danni materiali sono ingenti: 61 edifici crollati, 37 case distrutte e oltre 1.500 abitazioni danneggiate.
Reporti successivi al bilancio ufficiale hanno elevato il numero dei deceduti ad almeno 240, sebbene tale cifra non corrisponda all'ultimo conteggio governativo.
La decisione del governo colombiano di rifiutare personale internazionale di soccorso ha generato polemiche: l'ONU ha informato di non aver ricevuto alcuna richiesta formale di assistenza, e i media colombiani hanno riportato che le autorità avrebbero successivamente accettato soccorritori internazionali dopo la pressione pubblica.
Questo gesto di Bukele segue un modello già stabilito nella sua politica estera. Nel giugno del 2026, dopo i terremoti che hanno colpito il Venezuela, El Salvador ha inviato sei aerei con 300 soccorritori e 150 tonnellate di attrezzature e materiali in un'operazione di vasta portata.
«Rimarremo attenti all'evoluzione dell'emergenza e, se i nostri fratelli colombiani avranno bisogno di qualsiasi altro tipo di supporto, saremo pronti a offrirlo», ha concluso Bukele nel suo messaggio, in cui ha anche espresso le sue preghiere per le vittime e le loro famiglie.
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