Stagione ciclone 2026: l'agenzia meteorologica degli Stati Uniti prevede tra due e sei uragani nell'Atlantico

Immagine satellite del CaribeFoto © NOAA

La stagione degli uragani del 2026 nell'Atlantico potrebbe chiudersi con un numero compreso tra due e sei uragani, secondo l'aggiornamento delle previsioni pubblicato dalla National Oceanic and Atmospheric Administration degli Stati Uniti (NOAA), che conferma una previsione di attività al di sotto della media.

Nel suo rapporto pubblicato giovedì scorso, la NOAA ha aggiornato la sua previsione a tra sette e 13 tempeste con nome, delle quali tra due e sei potrebbero trasformarsi in uragani.

Dei quali, fino a due potrebbero raggiungere la categoria di uragano maggiore, con venti di almeno 111 miglia all'ora.

L'agenzia calcola ora una probabilità del 75% che l'attività ciclonica sia inferiore alla norma, rispetto al 20% di possibilità di una stagione vicino alla media e solo un 5% che risulti più attiva del solito.

La nuova previsione rafforza lo scenario presentato a maggio, quando la NOAA già anticipò una stagione meno intensa del solito.

In quel momento si prevedevano tra otto e quattordici tempeste con nome, tra tre e sei uragani e da uno a tre uragani maggiori.

Fino al 6 agosto si erano formate solo due tempeste tropicali con nome, Arthur e Bertha, e nessuna aveva raggiunto la forza di un uragano.

Ambas sono incluse nel nuovo intervallo di sette a tredici tempeste previsto per l'intera stagione, che va dal 1° giugno al 30 novembre.

La relativa calma registrata fino ad ora non significa che il pericolo sia terminato. Il Centro Nazionale Uragani ha avvertito all'inizio di agosto che questo mese tende a segnare un aumento dell'attività tropicale e ha ricordato che il picco climatologico della stagione atlantica si verifica intorno al 10 settembre.

NOAA mette in evidenza El Niño come il principale fattore che sta limitando la formazione e il rafforzamento degli uragani nell'Atlantico.

Il fenomeno è apparso nel Pacifico equatoriale a giugno e aumenta il cisallamento del vento, una condizione che rende difficile l'organizzazione e l'intensificazione delle tempeste tropicali.

Una stagione media nell'Atlantico produce 14 tempeste con nome, sette uragani e tre uragani di grande intensità. Le cifre previste per il 2026 rimangono al di sotto di questi valori.

NOAA ha insistito, tuttavia, che una previsione di minore attività non elimina il rischio per le zone che potrebbero essere colpite da un ciclone.

L'agenzia ha ricordato che le piogge associate alle tempeste tropicali possono causare danni significativi, anche quando il sistema non si trasforma in uragano.

L'organismo ha inoltre chiarito che la sua previsione stagionale misura l'attività generale attesa in tutta la regione dell'Atlantico e non consente di determinare dove un ciclone approderà.

Le possibili traiettorie e i loro impatti vengono definiti a breve termine attraverso gli avvisi e le previsioni del Centro Nazionale Uragani.

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