
Il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) ha annunciato mercoledì un aggiornamento della politica che inasprisce immediatamente gli standard di prova richiesti per tutte le domande di benefici migratori, con l'obiettivo dichiarato di ridurre le presentazioni frivole eIncomplete che hanno rallentato il sistema per anni.
Sotto la nuova direttiva, gli ufficiali dell'USCIS recuperano piena discrezionalità per negare una richiesta senza prima emettere una Richiesta di Prove (RFE) o un Avviso di Intenzione di Negare (NOID) quando il richiedente non presenta la documentazione iniziale richiesta o non dimostra idoneità fin dal momento della presentazione.
La misura, formalizzata mediante l' Allerta Politica PA-2026-05, si applica immediatamente sia alle domande pendenti che a quelle presentate a partire dal 5 agosto 2026.
Il cambiamento annulla la politica in vigore dall'epoca Biden, che istruisce gli ufficiali a emettere un RFE o NOID prima di negare qualsiasi caso, anche quando le richieste erano incomplete o non dimostravano idoneità.
Secondo l'USCIS, quella direttiva precedente «ha permesso che presentazioni frivole o sostanzialmente incomplete rallentassero il processo per altri richiedenti in attesa».
L'agenzia ha inoltre sottolineato che la politica di Biden è stata sfruttata per presentare richieste "placeholder" —presentazioni incomplete il cui vero scopo era ottenere benefici associati, come autorizzazioni di lavoro, mentre si attendeva una decisione sul caso principale—, il che ha aumentato i tempi di elaborazione e ha elevato i costi operativi trasferiti a tutti i richiedenti tramite tariffe.
Inoltre, oltre a ripristinare la discrezione di negare senza RFE, la nuova politica elimina l'estensione di 14 giorni aggiuntivi concessa per rispondere a notifiche inviate al di fuori degli Stati Uniti. D'ora in poi, si applicano solo i tre giorni previsti per la posta cartacea. I termini massimi di risposta non sono cambiati: 12 settimane per un RFE e 30 giorni per un NOID.
L'impatto pratico è diretto: qualsiasi richiedente di un beneficio migratorio deve includere fin dall'inizio tutti i documenti richiesti dalle istruzioni del modulo corrispondente, senza contare sul fatto che USCIS gli darà una seconda opportunità per correggere eventuali carenze.
Abogados di immigrazione avvertono che ogni richiesta deve essere trattata come se non ci fosse margine per correggere errori dopo la presentazione.
Per i cubani che richiedono la residenza ai sensi della Legge di Regolamento Cubano, ciò implica presentare fin dall'inizio il Modulo I-485 completo, fotografie, documento d'identità, certificato di nascita, prova di nazionalità cubana e i moduli di inammissibilità pertinenti, tra gli altri requisiti.
Questo aggiornamento si aggiunge a una serie di misure che hanno progressivamente inasprito il sistema migratorio nel 2025 e nel 2026.
Nel maggio del 2026, USCIS ha riformulato l'ajustamento di stato come un «alleviamento discrezionale straordinario» attraverso il memorandum PM-602-0199, inasprendo anche le interviste per la residenza.
In luglio, è entrata in vigore una norma che consente di rifiutare le richieste con firme invalide senza emettere RFE né dare l'opportunità di correzione, una misura che colpisce direttamente i cubani in fase di regolarizzazione.
L'Associazione Americana degli Avvocati per l'Immigrazione (AILA) ha confermato l'aggiornamento e ha avvertito i suoi membri riguardo ai cambiamenti negli standard di prova, RFEs e NOIDs.
Per la comunità cubana negli Stati Uniti, che dipende in larga misura dalla Legge di Regolamento Cubano del 1966 per ottenere la residenza permanente, l'ambiente di concessione è oggi significativamente più esigente rispetto a qualsiasi momento recente.
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