L'USCIS indurisce le interviste per l'aggiustamento di stato e richiede ulteriori giustificazioni ai richiedenti di residenza

USCIS inasprisce le interviste per l'aggiustamento di status: gli ufficiali richiedono di giustificare perché si stia richiedendo la residenza dall'interno degli Stati Uniti e non tramite il consolato.



USCIS Foto © Captura YouTube/Telemundo

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Il Servizio di Cittadinanza e Immigrazione degli Stati Uniti (USCIS) ha notevolmente inasprito le interviste per l'aggiustamento di stato, richiedendo a coloro che fanno domanda per la residenza permanente di dimostrare non solo di soddisfare i requisiti tecnici, ma anche perché meritano di ricevere questo beneficio dall'interno del paese, secondo riportato da Telemundo questo martedì.

Il cambiamento ha origine nel memorandum di politica PM-602-0199, firmato il 21 maggio 2026, che ridefinisce l'aggiustamento di status come un «alleviamento discrezionale straordinario» e non come una pratica amministrativa ordinaria.

Il documento stabilisce chiaramente che «lo straniero ha la responsabilità di dimostrare perché la discrezionalità amministrativa debba essere esercitata a suo favore», il che implica che soddisfare i requisiti legali non garantisce più l'approvazione.

In pratica, gli ufficiali stanno interrogando i richiedenti sul motivo per cui hanno scelto di richiedere la loro residenza dall'interno degli Stati Uniti anziché farlo tramite il consolato all'estero, una domanda che in precedenza non faceva parte del copione abituale dei colloqui.

I richiedenti devono presentare fattori positivi concreti che supportino il loro caso: legami familiari con cittadini o residenti permanenti, impiego stabile e continuo, pagamento delle tasse, partecipazione comunitaria e rispetto delle leggi sull'immigrazione.

Al contrario, i fattori negativi—storia di violazioni migratorie, lavoro non autorizzato, soggiorni scaduti, dichiarazioni false o incongruenze documentali—possono portare a un diniego, e persino all'avvio di procedure di espulsione se il richiedente non ha uno stato legale valido al momento del diniego.

Avvocati che hanno partecipato a colloqui dall'emissione del memorandum segnalano dichiarazioni giurate raccolte al momento e domande insolite al di fuori dello script abituale, il che riflette un controllo più approfondito rispetto a quello applicato negli anni precedenti.

Secondo un analisi di VisaVerge, circa 1,2 milioni di richiedenti scelgono di richiedere la loro residenza attraverso questo percorso, e i più a rischio di cambiamento sono i lavoratori con visto H-1B in attesa nelle code EB-2 o EB-3, i dirigenti L-1, gli studenti F-1 che sono passati a H-1B e i richiedenti basati su family.

Gli esperti avvertono che i funzionari non accoglieranno bene risposte che riducano la scelta dell'adeguamento dello status a una questione di comodità: frasi come «perché è più facile» o «perché non volevo viaggiare» possono essere interpretate come un'evasione dell'analisi discrezionale che il funzionario è obbligato a effettuare.

Per la comunità cubana, il panorama presenta peculiarità importanti. La Legge di Regolazione Cubana del 1966 è ancora in vigore —solo il Congresso può abrogarla—, ma il memorandum aggiunge uno strato di scrutinio discrezionale che prima non esisteva per coloro che la utilizzano.

Le interviste per i casi I-220A, il documento che ricevono i cubani che sono entrati con parole o con autorizzazione d'ingresso, sono state riattivate a giugno 2026 con convocazioni in uffici come Jacksonville, Florida, e l'avvocata Liudmila Marcelo ha identificato tre aree critiche in queste sessioni: l'intenzione di entrare nel paese, il servizio militare a Cuba e l'appartenenza a organizzazioni politiche come i Comitati di Difesa della Rivoluzione.

Il scenario si complica ulteriormente a causa di una normativa del Dipartimento della Sicurezza Nazionale in vigore dal 10 luglio 2026 che autorizza USCIS a negare le domande già accettate se rileva errori tecnici come firme invalidate o assenti, il che comporta la perdita del caso, il riavvio completo del processo e la perdita del denaro versato.

Il Bollettino dei Visti di luglio 2026 conferma che diverse categorie lavorative hanno raggiunto il loro limite annuale, il che si traduce in tempi di attesa più lunghi e un numero maggiore di dinieghi previsti fino al 30 settembre 2026.

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