Activiste di CODEPINK: Women for Peace hanno preso parte a una protesta di fronte alla sede del Dipartimento di Stato a Washington D.C. gettando un esemplare del rapporto governativo 'Cuba: La capitale del comunismo del XXI secolo' in un cestino, in un gesto che illustra, con tutta la sua ironia, la libertà di espressione che esiste negli Stati Uniti.
Il rapporto di 100 pagine, pubblicato il 20 luglio e diffuso dal Segretario di Stato Marco Rubio, sostiene che il regime cubano ha costruito per oltre sei decenni una rete di spionaggio, infiltrazione e propaganda per indebolire gli Stati Uniti dall'interno, e nomina CODEPINK tra le organizzazioni collegate a questa influenza.
«Abbiamo una copia di quel terribile rapporto di 100 pagine che il Dipartimento di Stato ha pubblicato su Cuba, sostanzialmente dicendo che Cuba è responsabile di tutti i problemi qui negli Stati Uniti e nel mondo. Quindi metteremo questo rapporto esattamente dove gli spetta: nella spazzatura», ha dichiarato la cofondatrice dell'organizzazione, Medea Benjamin, nel video diffuso dalla stessa associazione.
L'attivista ha paragonato il documento all'embargo statunitense e ha stabilito una corrispondenza tipica della propaganda dei sostenitori del regime di La Habana: «Proprio come il blocco degli Stati Uniti a Cuba. Nel cestino».
Insieme all'azione simbolica, CODEPINK ha annunciato la consegna di una petizione firmata da migliaia di persone indirizzata a Rubio, chiedendo di sollevare l'embargo. «Dice la stessa cosa: butta il rapporto su Cuba nella spazzatura e solleva il blocco», ha spiegato l'attivista nel video.
La scena suggerisce una domanda scomoda per il regime e i suoi sostenitori: Cosa accadrebbe se un gruppo di cittadini cubani facesse un gesto equivalente di fronte al Ministero degli Esteri o alla sede del Partito Comunista a L'Avana?
La risposta è nota: arresti immediati, accuse di «disobbedienza» o «propaganda nemica» e, molto probabilmente, carcere. Negli Stati Uniti, le attiviste hanno ripreso l'azione, l'hanno pubblicata sui social media e hanno proseguito il loro cammino.
Il contrasto risulta particolarmente evidente dato il passato di CODEPINK con il regime cubano.
In marzo del 2026, l’organizzazione ha convocato il cosiddetto «Convoglio Nuestra América», con circa 100 partecipanti e un volo charter da Miami, che ha consegnato 6.300 libbre di medicinali del valore di 433.000 dollari direttamente al governo cubano.
Per questa azione, il Dipartimento del Tesoro (OFAC) ha avviato un'investigazione per possibili violazioni delle sanzioni contro Benjamin e il streamer Hasan Piker.
Il rapporto del Dipartimento di Stato segnala anche l'ICAP —Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli— come nodo centrale di coordinamento tra il regime e organizzazioni straniere di solidarietà.
Benjamin ha definito il documento come «un'incredibile pezzo di spazzatura» nel programma Democracy Now! il 28 luglio, mentre l'organizzazione lo ha descritto pubblicamente come «una teoria del complotto di 99 pagine» con «collegamenti immaginari e fabbricati con governi stranieri».
Rubio, presentando il rapporto, ha descritto Cuba come «il principale sostenitore dell'estremismo di sinistra e del Terzo Mondo» negli Stati Uniti, e il documento collega il regime a organizzazioni come i Democratic Socialists of America, il National Lawyers Guild, la Venceremos Brigade e The People's Forum, oltre a connessioni storiche con i Black Panthers, il Weather Underground e la FALN portoricana.
L'attivista protagonista del video ha riconosciuto, tuttavia, che la situazione a Cuba è «catastrofica»: «Ogni giorno ricevo notizie da Cuba che la situazione è sempre peggiore, peggiore e peggiore. È catastrofica», ha affermato, senza attribuire quella realtà ai sette decenni di dittatura comunista che l'hanno causata.
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