Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha trasformato questo sabato in politica migratoria permanente il programma di cauzioni per visti turistici e d'affari, aumentando il deposito massimo a 20.000 dollari e mantenendo Cuba tra i 50 paesi interessati, secondo quanto riportato dall'agenzia AP.
La norma sarà pubblicata ufficialmente lunedì nel Registro Federale - il giornale ufficiale del governo statunitense - data in cui entrerà formalmente in vigore e a partire dalla quale i cittadini cubani e dei paesi designati che richiederanno un visto B1 o B2 potrebbero essere obbligati a versare una cauzione prima di ricevere il visto.
Da pilota a politica permanente
Il programma è nato il 20 agosto 2025 come un piano pilota di 12 mesi, ordinato da Donald Trump tramite l'Ordine Esecutivo 14159, e inizialmente copriva solo 13 paesi con elevate percentuali di overstaying.
Cuba è stata inclusa nella lista a gennaio del 2026, insieme a Venezuela e ad altri paesi dei Caraibi, Asia e America Latina, quando il programma è stato esteso da 13 a 38 paesi.
Nel aprile di quello stesso anno, un'espansione ha aggiunto 12 nuove nazioni - tra cui Nicaragua, Georgia, Etiopia e Cambogia - fino a raggiungere l'attuale mezzo centinaio.
Il documento pubblicato nel Registro Federale indica che una revisione durata quasi un anno «ha fornito dati sufficienti» per indicare che il programma «garantisce in modo efficace il rispetto delle condizioni dei visti», motivo per cui diventerà permanente.
Tre livelli di cauzione e restrizioni chiave
La norma permanente elimina l'opzione minima di 5.000 dollari prevista dal pilota, e fissa tre livelli di deposito a discrezione del funzionario consolare: 10.000, 15.000 o 20.000 dollari.
Il avviso del Registro Federale precisa che «gli ufficiali Consolari potranno richiedere ai richiedenti di visto non immigrante coperti di depositare una cauzione fino a 20.000 dollari come condizione per il rilascio del visto, come stabilito dagli stessi ufficiali Consolari».
Il pagamento deve essere effettuato esclusivamente tramite Pay.gov, la piattaforma del Dipartimento del Tesoro; è vietato utilizzare siti di terzi.
Un punto critico che la norma chiarisce in modo esplicito: il deposito della cauzione non garantisce l'emissione del visto.
Inoltre, i titolari di visto con garanzia potranno entrare e uscire dagli Stati Uniti solo attraverso aeroporti commerciali; sono vietati i punti di ingresso privati, terrestri o marittimi.
La cauzione viene restituita se viene negato il visto, se il richiedente non viaggia prima della scadenza del visto, o se il titolare soddisfa tutte le condizioni e lascia il paese entro il termine autorizzato.
I numeri che giustificavano la misura
In 2024, quasi 45.500 visitatori dei 50 paesi inclusi nel programma sono rimasti oltre il tempo consentito dai loro visti, secondo i dati del Dipartimento di Stato citati dall'Agenzia Associated Press.
Nei primi dieci mesi del pilota, quella cifra è scesa a meno di 50 casi.
Tuttavia, l'effetto più evidente è stato un altro: quasi la metà delle 20.000 richieste che richiedevano il deposito non ha completato il pagamento, il che ha portato a una diminuzione dell'83% nell'emissione di visti B1/B2 per i paesi colpiti, con un totale depositato di 115 milioni di dollari durante il programma pilota.
Il Dipartimento di Stato ha riconosciuto l'impatto dissuasivo: «Il dipartimento si aspetta che questa norma definitiva contribuisca alla continua riduzione della domanda di richieste di visti B1/B2 da parte di cittadini di paesi soggetti al programma».
Una barriera in più per i cubani
Per i cittadini dell'isola, questa misura si aggiunge a una serie di restrizioni accumulate dal 2025.
Nel giugno di quell'anno, Trump firmò una proclamazione che sospese l'ingresso di cubani con visti B-1, B-2, F, M e J. Nel dicembre del 2025, ampliò il cosiddetto "travel ban" aggiungendo 20 paesi in più.
La amministrazione Trump sta valutando la possibilità di richiedere una cauzione di 100.000 dollari per alcuni richiedenti di residenza permanente elaborati dall'estero, misura ancora in fase di valutazione. Per molti cubani che già affrontano ostacoli economici e burocratici per emigrare legalmente, raccogliere fino a 20.000 dollari senza alcuna garanzia di ottenere il visto rappresenta una barriera praticamente insormontabile.
I 50 paesi colpiti: Maggioranza africana e alcuni latinoamericani
Africa (30 paesi)
Argelia
Angola
Benin
Botswana
Burundi
Capo Verde
Repubblica Centrafricana
Costa d'Avorio
Yibuti
Etiopia
Gabón
Gambia
Guinea
Guinea-Bisáu
Lesoto
Malawi
Mauritania
Mauricio
Mozambico
Namibia
Nigeria
Santo Tomé e Príncipe
Senegal
Seychelles
Tanzania
Togo
Tunisia
Uganda
Zambia
Zimbabue
Asia e Asia Centrale (9 paesi)
Bangladés
Bután
Cambogia
Georgia
Repubblica Kirghisa
Mongolia
Nepal
Tajikistan
Turkmenistan
America Latina e il Caribe (6 paesi)
Antigua e Barbuda
Cuba
Dominica
Granada
Nicaragua
Venezuela
Oceania e Pacifico (5 paesi)
Fiyi
Papua Nuova Guinea
Tonga
Tuvalu
Vanuatu
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