
Il veterano narratore sportivo René Navarro ha sorpreso i suoi seguaci su Facebook questo venerdì con una confessione inaspettata: oltre ai 32 sport che ha coperto nel corso della sua carriera ufficiale, ha anche prestato la sua inconfondibile voce a rodei, corse di cavalli e combattimenti di galli in vari angoli di Cuba.
El comunicatore, di 80 anni e considerato una delle voci più emblematiche dello sport cubano, ha pubblicato il racconto con il titolo «Attività al di fuori della TV nei miei anni di maturità e in mezzo al pubblico appassionato», lasciando chiaro fin dall'inizio che la rivelazione meritava un avviso: «Se, non sorprendetemi ciò che leggete».
Navarro spiegò che i rodei li raccontò a Rancho Boyeros, Las Tunas e in un piccolo villaggio a Guantánamo. «Se non ricordo male, è stato a San Antonio del Sur», precisò, con la stessa naturalezza con cui potrebbe menzionare delle Olimpiadi.
Pero ciò che è veramente succulento è arrivato dopo, quando ha descritto la sua incursione nel mondo delle corse di cavalli e dei combattimenti di galli, entrambi nella sua amata provincia di Mayabeque.
Secondo quanto riferito, tra gli anni '80 e 2000, queste attività divennero molto popolari nei fine settimana in vari comuni a est della capitale, radunando migliaia di persone in zone rurali isolate dai centri comunali. Il particolare che complica tutto: «Erano illegali e sanzionate dalle autorità».
Per narrarle, Navarro dovette imparare un vocabolario completamente nuovo. «L'indio, cenizo, pinto e quelli che si definivano corridori entrarono nella mia lingua», scrisse, riferendosi ai termini dell'ambiente gallistico. Con i cavalli, la sfida fu simile: nomi degli animali, distanze e fantini divennero parte del suo repertorio improvvisato, una volta attraverso un megafono e un'altra mediante un sistema audio artigianale.
Tuttavia, il narratore ha chiarito dove si trovasse il suo limite morale. «Non ho mai capito come si potesse uccidere i galli. Mi sembrava crudele e disumano», ha confessato, in quello che forse è l'unico momento della sua vita in cui l'emozione del racconto non ha superato il rifiuto di ciò che aveva davanti.
Le lotte di galli hanno radici coloniali a Cuba, con registrazioni che risalgono al XVIII secolo. Furono vietate dopo la Rivoluzione del 1959, con la chiusura delle arene, sebbene nel 1980 le autorità le abbiano parzialmente decriminalizzate. Le scommesse, tuttavia, sono rimaste vietate. Il Decreto-Legge 31/2021 sul Benessere Animale vieta il confronto tra animali, sebbene preveda un'eccezione per le lotte autorizzate dall'autorità competente, il che non impedisce alla pratica clandestina di continuare a fare parte del paesaggio rurale cubano.
Navarro ha anche ricordato un aneddoto che riassume meglio di ogni altro la sua filosofia di vita: nel 1991 tornò dai Mondiali di Atletica a Tokyo —dove Cuba ottenne medaglie d'argento con Javier Sotomayor nell'alto e Ana Fidelia Quirot negli 800 metri— e pochi giorni dopo era già a narrare corsi di velocità per le strade di Madruga, il suo paese natale. «Per essere nel cuore e sentire il popolo bisogna combinare LA GRANDE E LA CHIQUITA», scrisse in maiuscolo, come se lo stesse urlando al microfono.
La pubblicazione ha generato commenti tra i suoi seguaci, che hanno celebrato l'aneddoto con umorismo e nostalgia. Diversi cibernauti hanno sottolineato che questa capacità di adattarsi a qualsiasi scenario, da uno stadio olimpico a un potrero clandestino, è proprio ciò che rende unico il narratore.
La rivelazione arriva in un momento in cui Navarro rimane una voce attiva e critica sui social media. Lo stesso comunicatore che a gennaio 2024 ha rivelato di aver venduto la sua automobile per poter mangiare, con una pensione di appena 1.733 pesos cubani mensili, e che questo mese di luglio ha descritto la realtà cubana come una "tortura mentale e fisica", dimostra che a 80 anni non ha perso né il senso dell'umorismo né la voglia di raccontare storie che, come lui stesso dice, vanno dalla grande alla piccola.
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