«Non ci allontaniamo dal modello socialista», dice Marrero riguardo alle misure capitaliste a Cuba

Manuel Marrero CruzFoto © Captura YouTube/Canal Caribe

Il primo ministro cubano Manuel Marrero Cruz è intervenuto mercoledì davanti all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare per difendere le riforme economiche in corso e assicurare, tra citazioni di Fidel Castro e slogan rivoluzionari, che Cuba non abbandona il socialismo nonostante l'introduzione di misure che analisti e critici definiscono apertamente capitaliste.

«Ratifichiamo che non ci stiamo allontanando dal nostro modello socialista, anzi, lo difenderemo e adotteremo le decisioni necessarie per la sua consolidazione. Lo facciamo senza fermarci e pronti a promuovere il profondo processo di trasformazioni economiche e sociali», ha affermato Marrero nel suo intervento davanti al parlamento cubano.

Il discorso si svolge nel contesto del pacchetto di 176 trasformazioni economiche e sociali, organizzato in 23 assi tematici, che l'Assemblea Nazionale ha ratificato il 18 e 19 giugno 2026 e che rappresenta, secondo lo stesso governo, la maggiore modernizzazione del modello economico cubano in decenni.

Tra le misure approvate figura l'autorizzazione di banche private e case di cambio private, l'eliminazione del limite di 100 lavoratori per le mipymes, la possibilità che una persona possa essere titolare di più di un'azienda, l'apertura a franchising stranieri e la trasformazione delle imprese statali in società per azioni.

Questo mercoledì, Marrero ha anche annunciato che la prima casa di cambio privata di Cuba era pronta per operare come progetto pilota.

In merito ai progressi dell'implementazione, il primo ministro ha informato che delle 121 trasformazioni previste per giugno e luglio, 110 erano già state approvate, equivalente al 90,9%, con altre cinque in approvazione parziale.

Il regime ha annunciato anche l'eliminazione di 92.000 posti di lavoro pubblici nei settori della Salute, dell'Istruzione, della Cultura e dello Sport, principalmente posti amministrativi vacanti, con ulteriori tagli previsti per settembre nel resto dei ministeri.

A questo si aggiunge la riduzione della struttura statale da 27 a 21 ministeri, la creazione dell'Istituto Nazionale di Attivi Aziendali Statali (INAEES) e un aumento del salario minimo nel settore finanziato da 2.100 a 3.210 pesos a partire da agosto, un incremento del 53%.

Per blindare ideologicamente delle riforme che contraddicono l'ortodossia rivoluzionaria, Marrero ha fatto riferimento a una citazione di Fidel Castro del 5 dicembre 1988: «Il socialismo è e sarà la speranza, l'unica speranza, l'unico cammino dei popoli, degli oppressi, degli sfruttati, dei depredati. Il socialismo è l'unica alternativa e oggi, quando gli nemici vogliono metterlo in discussione, dobbiamo difenderlo noi più che mai».

Il primo ministro ha anche inquadrato il suo discorso in prossimità del centenario della nascita di Fidel Castro, previsto per il 13 agosto, e ha concluso il suo intervento con gli slogan «¡Viva la revolución! ¡Viva Fidel! ¡Viva Raúl! ¡Hasta la victoria siempre! ¡Patria o muerte, venceremos!»

La retorica socialista contrasta con la realtà di riforme che arrivano tardi in un paese affondato in una profonda crisi economica e che, secondo economisti e media indipendenti, potrebbero aumentare la disuguaglianza senza affrontare le cause strutturali del collasso.

Marrero ha definito la fase attuale come «la più importante e difficile» del processo, riconoscendo la necessità di applicare le misure e correggere le deviazioni.

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