Il primo ministro cubano Manuel Marrero Cruz è comparso questo mercoledì di fronte all'Assemblea Nazionale del Potere Popolare per difendere le riforme economiche in corso e assicurare, tra citazioni di Fidel Castro e slogan rivoluzionari, che Cuba non abbandona il socialismo nonostante l'introduzione di misure che analisti e critici definiscono apertamente capitaliste.
«Ratifichiamo che non ci stiamo allontanando dal nostro modello socialista; al contrario, lo difenderemo e adotteremo le decisioni necessarie per la sua consolidazione. Lo facciamo senza fermarci e pronti a sostenere il profondo processo di trasformazioni economiche e sociali», ha affermato Marrero nel suo intervento davanti al parlamento cubano.
Il discorso avviene nel contesto del pacchetto di 176 trasformazioni economiche e sociali, organizzato in 23 assi tematici, che l'Assemblea Nazionale ha ratificato il 18 e 19 giugno 2026 e che rappresenta, secondo lo stesso governo, la più grande modernizzazione del modello economico cubano in decenni.
Tra le misure approvate figurano l'autorizzazione della banca privata e delle case di cambio private, l'eliminazione del limite di 100 lavoratori per le mipymes, la possibilità che una persona possa essere titolare di più di un'impresa, l'apertura a franchise straniere e la trasformazione delle imprese statali in società per azioni.
Questo mercoledì, Marrero ha inoltre annunciato che la prima casa di cambio privata di Cuba era già pronta per operare come progetto pilota.
In merito ai progressi nell'attuazione, il primo ministro ha informato che delle 121 trasformazioni previste per giugno e luglio, 110 erano già state approvate, corrispondente al 90,9%, con altre cinque in approvazione parziale.
Il regime ha anche annunciato l'eliminazione di 92.000 posti di lavoro pubblico nei settori della Salute, dell'Istruzione, della Cultura e dello Sport, principalmente posti amministrativi vacanti, con ulteriori tagli previsti per settembre nel resto dei ministeri.
A ciò si aggiunge la riduzione della struttura statale da 27 a 21 ministeri, la creazione dell'Istituto Nazionale degli Attivi Imprenditoriali Statali (INAEES) e un aumento del salario minimo nel settore finanziato da 2.100 a 3.210 pesos a partire da agosto, un incremento del 53%.
Per blindare ideologicamente delle riforme che contraddicono l'ortodossia rivoluzionaria, Marrero ha citato Fidel Castro del 5 dicembre 1988: «Il socialismo è e sarà la speranza, l'unica speranza, l'unico cammino dei popoli, degli oppressi, degli sfruttati, dei saccheggiati. Il socialismo è l'unica alternativa e oggi, quando gli avversari vogliono metterlo in discussione, dobbiamo difenderlo noi più che mai».
Il primo ministro ha anche inquadrato il suo discorso nella prossimità del centenario della nascita di Fidel Castro, il prossimo 13 agosto, e ha chiuso il suo intervento con le consigne «¡Viva la revolución! ¡Viva Fidel! ¡Viva Raúl! ¡Hasta la victoria siempre! ¡Patria o muerte, venceremos!»
La retorica socialista contrasta con la realtà di alcune riforme che arrivano tardi in un paese affondato in una profonda crisi economica, e che secondo economisti e media indipendenti possono approfondire la disuguaglianza senza affrontare le cause strutturali del collasso.
Marrero ha definito la fase attuale come «la più importante e difficile» del processo, riconoscendo la necessità di applicare le misure e correggere le deviazioni.
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