«Per quello che servono e risolvono, come se non li cambiassero»: Cubani sui delegati municipali

Assemblea Nazionale del Potere PopolareFoto © Facebook / Cubadebate

La Asamblea Nazionale del Potere Popolare ha abrogato questo mercoledì la Legge 183, approvata solo sette mesi fa, che riduceva da cinque a quattro anni il mandato dei delegati alle assemblee municipali.

La decisione, annunciata dal media ufficiale Cubadebate, ha scatenato un'ondata di commenti ironici e critici sui social network, dove i cubani hanno messo in discussione apertamente a cosa servano tali incarichi.

La Legge 183 era stata approvata nel gennaio del 2026 con l'argomento di riorganizzare il calendario elettorale, alterato dalla pandemia di COVID-19.

In base a quella norma, il mandato attuale dei delegati sarebbe terminato a novembre di quest'anno.

Secondo il deputato José Luis Toledo Santander, la ragione per abrogarla è stata la «complessa situazione economica e sociale del paese», che rendeva inopportuno convocare elezioni municipali in questo momento.

Con la revoca, torna ad applicarsi l'articolo 187 della Costituzione cubana, che stabilisce il periodo in cinque anni.

Il va e vieni legislativo non è passato inosservato. «Mettono e tolgono le leggi come ci si cambia di vestiti, che interessante», ha scritto un utente nel post di Cubadebate. Un altro ha riassunto l'episodio con una sola frase: «La legge dei 7 mesi».

La percezione più diffusa tra coloro che hanno commentato è stata che la durata del mandato è irrilevante se i delegati non risolvono nulla.

«È la stessa cosa se sono quattro o cinque, come se sono 20, non fa differenza. Una foca di quattro è foca anche a cinque e continua a essere foca anche a 20. La loro funzione è dire di sì e applaudire», ha ironizzato un utente. Un altro è stato più diretto: «Per quello che servono e risolvono, come se non li cambiassero, è tutto un circo».

Diversi commenti hanno messo in evidenza la natura del sistema piuttosto che i delegati stessi.

«È una pantomima: quando arriva il momento, il 100% è d'accordo con tutto e va tutto bene. Le decisioni che vengono messe al voto sono già state prese da tempo; fanno più teatro degli stessi attori televisivi», ha sottolineato un altro utente. Un altro ha aggiunto: «Una legge che approvano gli stessi beneficiari per soddisfare e migliorare le loro richieste sui servizi».

Ci sono stati anche coloro che hanno collegato la misura al panorama politico più ampio.

«Il diavolo è nei dettagli. Mi sembra che sia il primo passo per legittimare un prolungamento del mandato di Díaz-Canel, per dire il governo», ha speculato un commentatore. Un altro ha ricordato le vere priorità della popolazione: « deputati, l'olio è a 3.000, che mi importa di quella legge?».

La cittadinanza, tuttavia, sembra aver tratto le proprie conclusioni: «Questo denota paura di dover affrontare processi elettorali validatori», ha scritto un utente, mentre un altro ha chiuso il dibattito con una sentenza breve: «Se quelli di sotto si muovono, quelli di sopra cadono».

La derogazione è avvenuta durante il Settimo Periodo Ordinario di Sessioni della X Legislatura, una giornata parlamentare particolarmente attiva.

In aggiunta a questa misura, l'Assemblea ha approvato il Codice del Lavoro, la Legge sulle Terre Agricole e Forestali, la Legge sull'Abitazione e la Legge sull'Organizzazione dell'Amministrazione Centrale dello Stato, che prevede un taglio di 92.000 posti.

Il regime aveva fatto ricorso ai delegati municipali nei mesi precedenti come strumento di gestione della crisi: a settembre 2025 li liberò dai loro lavori abituali per dedicarli a compiti comunitari durante i blackout, e a febbraio 2026 ordinò di liberare ulteriori delegati per rafforzare la sua presenza politica nei quartieri.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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