
Un uomo identificato come Osmidy Vera Ortega è stato arrestato nel comune di Calimete, provincia di Matanzas, accusato di sacrificio illegale di bestiame, secondo quanto pubblicato dal profilo ufficiale di Facebook Con Todos La Victoria.
La fonte ha precisato che le autorità hanno intercettato Vera Ortega mentre si spostava su un veicolo a trazione animale.
En el momento dell'arresto, l'uomo trasportava «un sacco che conteneva oltre 100 libbre di carne di bestiame».
Durante la registrazione, gli agenti gli hanno inoltre sequestrato una machete e i vestiti che indossava, che «presentavano macchie di sangue», secondo quanto riportato dalla stessa fonte.
Il detenuto è stato messo a disposizione delle autorità giudiziarie competenti, mentre le indagini proseguono per stabilire se esistano «possibili legami con reti di commercializzazione illegale di carne», secondo quanto riportato.
Il profilo ufficiale ha chiuso il suo articolo con il consueto slogan: «Di fronte al delitto, alle illegalità e alle indiscipline sociali, TOLLERANZA ZERO!».
Ciò che dice la gente: tra condanna e diffidenza
La pubblicazione del profilo ufficiale ha generato un dibattito polarizzato nei commenti, dove la domanda più ripetuta non è stata se l'accusato fosse colpevole, ma quale sarà il destino della carne sequestrata.
«Per la casa del poliziotto, dove altro?», ha scritto un utente. Un altro è stato più diretto: «Tanto, la sequestrano e se la mangiano i poliziotti; continuino a rubare, è l'unico modo per acquistarla».
Varii commenti hanno indicato la crisi alimentare come causa principale: «La fame non giustifica il reato, ma spiega molte cose» e «la legge è molto severa con chi uccide una mucca, ma molto indulgente con coloro che costringono il paese a vivere nella miseria».
También hubo voci che hanno chiesto una punizione senza attenuanti: «Venticinque anni dietro le sbarre, lavorando e producendo cibo per il popolo. Deve pagare per quello che ha fatto».
Ma anche tra coloro che chiedevano una mano dura, è emersa la stessa sospetto: «Se fosse un dirigente, non succederebbe nulla»; «che indaghino anche su dove finisce tutta la carne sequestrata».
«Il vero reato è che il cubano non possa comprare carne liberamente», ha riassunto un altro commento, spostando il dibattito dal fatto poliziesco alla critica del sistema che dà luogo a fatti simili.
Un modello che si ripete a Matanzas
Il caso di Calimete non è un fatto isolato. La provincia di Matanzas accumula una serie di operazioni simili nel corso del 2026.
La settimana scorsa, cinque uomini sono stati arrestati a Cárdenas mentre sacrificavano tre bovini nel Consiglio Popolare La Marina, con un sequestro di 202,5 chilogrammi di carne.
In maggio, un altro cubano è stato catturato a Pedro Betancourt con 33 libbre di carne e 35 litri di petrolio collegati a un furto precedente.
In aprile, un uomo è stato arrestato a Perico accusato di aver rubato e sacrificato illegalmente un vitello; e a gennaio, due persone sono state arrestate a Matanzas con libbre di carne, ossa e visceri.
Le cifre di fondo sono rivelatrici: nel 2024, la provincia ha registrato perdite di 12.459 capi di bestiame a causa di furto e macellazione illegale, circa 1.500 in più rispetto all'anno precedente, secondo i dati di Radio 26.
Le pene e la realtà che non cede
Il Codice Penale cubano in vigore dal 2022 (Legge 151/2022) stabilisce condanne da 4 a 10 anni per il sacrificio illegale di bestiame di proprietà altrui, e da tre a otto anni per traffico di quella carne. Con aggravanti, le condanne possono raggiungere i 15 o 20 anni.
Nonostante questa severità, il fenomeno non retrocede. Nel 2024, un totale di 1.615 persone sono state condannate per questi reati in tutto il paese, il 78% con pene fino a 15 anni.
Il contesto strutturale spiega in parte la persistenza del problema: Cuba ha perso più di 900.000 capi di bestiame bovino dal 2019, e la produzione di carne di maiale è crollata del 93,2% nel 2023 rispetto all'anno precedente.
Il mercato nero è diventato per molte famiglie l'unico modo per accedere a proteine.
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