Cuba sopravvive grazie all'ingegno della sua gente, secondo il New York Times

Coda al Banco Metropolitano, in 23 e J, VedadoFoto © CiberCuba

La peggiore crisi energetica che Cuba abbia vissuto in decenni ha costretto migliaia di famiglie a reinventare la propria vita quotidiana. Blackout di quasi tutta la giornata, scarsità di carburante, difficoltà nell'acquistare, cucinare e conservare cibi o nell'accesso all'acqua fanno parte di una realtà che i cittadini affrontano ricorrendo a soluzioni proprie.

Lo scenario della crisi a Cuba riflette la capacità dei cubani di adattarsi a condizioni sempre più avverse, mentre il Governo continua a non offrire risposte strutturali.

Un ampio reportage pubblicato il 27 luglio da The New York Times, redatto dopo una settimana di lavoro dei suoi giornalisti a L'Avana e in altre zone del paese, sostiene che, nonostante la pressione esercitata dall'Amministrazione di Donald Trump sulle importazioni di petrolio di Cuba, l'isola "riesce a sopravvivere".

Tuttavia, gli esempi raccolti dal giornale statunitense mostrano che questa sopravvivenza si basa, soprattutto, sull'ingegno e sullo sforzo della popolazione.

Tra i casi citati dal giornale figura il crescente sostituto delle vecchie automobili americane degli anni '40 e '50, ad elevato consumo di benzina, con motociclette e mototaxi elettrici di fabbricazione cinese.

Si evidenzia anche l'importazione di batterie al litio per mantenere accesi ventilatori, televisori e altri apparecchi durante i prolungati blackout, così come l'installazione di pannelli solari nelle abitazioni e persino in alcuni veicoli.

Il reportage menziona, inoltre, che numerosi cubani hanno creato generatori adattati per funzionare a gas naturale, un combustibile accessibile in determinate zone del paese. Tutte queste iniziative hanno finito per formare una sorta di rete energetica parallela, sostenuta dai cittadini stessi per compensare la mancanza di elettricità e la scarsità di carburante.

Uno dei testimonianze riportate da The New York Times è quella di Humberto Palmero, un agricoltore di 55 anni residente a Pinar del Río. Dopo aver appreso delle nuove restrizioni sulla fornitura di petrolio, ha imparato tramite video di YouTube a distillare plastica di scarto per ottenere benzina e diesel in modo artigianale.

Grazie a quella conoscenza, il cubano ha costruito una piccola installazione nel cortile di casa sua per produrre carburante destinato alla sua motocicletta e alla sua cucina. "Cerchiamo soluzioni", ha affermato Palmero.

I giornalisti descrivono anche scene che illustrano il deterioramento delle condizioni di vita: famiglie che camminano per ore per procurarsi acqua perché le pompe hanno smesso di funzionare per mancanza di gasolio; donne costrette a cucinare con legna in mezzo alla strada; frigoriferi diventati semplici dispense a causa dei blackout, e strade piene di persone in attesa di un trasporto dopo la riduzione del servizio di autobus.

Oltre alla conclusione del quotidiano americano che afferma che Cuba continua a resistere, lo stesso reportage chiarisce che questa resistenza ha come principale protagonista il popolo cubano.

La maggior parte delle soluzioni descritte non proviene da nuove politiche pubbliche né da miglioramenti nell'infrastruttura statale, ma da cittadini che improvvisano alternative per affrontare una crisi che continua a segnare la loro vita quotidiana.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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