L'attore cubano Armando Tomey ha pubblicato un reel sul suo profilo Instagram in cui smonta con analogie quotidiane la retorica di Miguel Díaz-Canel sulla «utopia cubana», in risposta diretta a una frase che il governante ha utilizzato in un'intervista con RT en Español il 20 luglio 2026.
In quell'intervista, Díaz-Canel ha citato la metafora popolarizzata da Eduardo Galeano e originariamente attribuita al cineasta Fernando Birri: «La utopia è all'orizzonte. Quando camminiamo due passi, l'utopia retrocede di due passi. E l'orizzonte avanza di dieci passi. A cosa serve l'utopia? Per camminare. Direi che la speranza è la stessa cosa.»
La frase è stata ampiamente interpretata come un'evasiva di fronte all'assenza di soluzioni concrete alla crisi che sta attraversando l'isola.
Tomey ha risposto con una serie di confronti che ritraggono il divario tra il discorso ufficiale e la realtà cubana: «È come se io abitassi di fronte a un canale e volessi farvi credere che abito di fronte a un fiume in piena come il Mississippi.»
Le analogie si collegano con precisione chirurgica. «È come se camminassi all'indietro e volessi farvi credere che stia camminando in avanti», dice l'attore. Poi aggiunge: «È come se avessi il fango fino al collo e volessi farvi credere che mi stia facendo un bagno in un meraviglioso Varadero.»
Il passaggio più diretto punta alla repressione politica: «È come se io arrestassi le persone per avere idee diverse dalle mie e poi dicessi che non ho prigionieri politici.»
Il finale del video è rivolto allo stesso Díaz-Canel: «È come se io mi credessi il presidente di un paese quando in realtà sono solo un burattino, un clown e un abusatore. È credere di essere intelligente quando in realtà quello di cui parlo è spazzatura, spazzatura e spazzatura.»
Nella descrizione del reel, Tomey è stato ancora più decisivo: «LA UTOPÍA CUBANA è più di una battuta machiavellica; è un cancro assassino che ha distrutto una nazione sottomettendola alla fame, alla repressione e alla disperazione.»
Tomey non è stato l'unico a reagire. Il comico Ulises Toirac ha pubblicato una parodia deridendo la metafora con riferimenti ai blackout e al fallimento del «percorso utopico», mentre l'attore Luis Alberto García ha esigito «fatti, non promesse» il 22 luglio.
Il contesto che ha circondato l'intervista di Díaz-Canel aggrava il peso delle critiche: in quella stessa conversazione con RT, il governante ha riconosciuto che da sei mesi non arriva una nave di carburante a Cuba — salvo una russa — in un paese che ha bisogno tra 90.000 e 110.000 barili al giorno e produce appena circa 40.000. Inoltre, ha promesso di applicare 121 delle oltre 170 trasformazioni economiche prima della fine di luglio 2026.
Tomey, nato a Camagüey e laureato all'Istituto Superiore d'Arte nel 1981, è emigrato negli Stati Uniti nel 2013 e risiede a Port St. Lucie, Florida. Dall'esilio mantiene una postura critica costante nei confronti del regime cubano. Questo non è il suo primo pronouncement recente: il 4 luglio aveva già pubblicato il messaggio «¿Y Cuba pa cuándo?», mettendo in discussione la direzione dell'isola.
Il reel ha accumulato 5.598 mi piace e 383 commenti, una risposta che riflette il malcontento di migliaia di cubani di fronte a un discorso ufficiale che, invece di soluzioni, offre orizzonti che retrocedono sempre.
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