Maduro torna in tribunale a New York questo mercoledì: cosa è in gioco nell’udienza di oggi?

Muñeco di Nicolas Maduro (i) e Ingresso al tribunale federale di Manhattan (d)Foto © X/Laura Weffer - YouTube/Screenshot-El País

Nicolás Maduro e sua moglie, Cilia Flores, compariranno questo mercoledì davanti al tribunale federale di Manhattan nella loro terza udienza dalla cattura a Caracas, il 3 gennaio 2026, quando forze militari statunitensi li hanno arrestati in un'operazione lampo.

Da allora, la coppia è rimasta rinchiusa in una prigione federale di Brooklyn in attesa di giudizio per reati che includono cospirazione per narcoterrorismo e importazione di cocaina, crimini che comportano pene di fino all'ergastolo.

Una sessione processuale senza data di udienza

La audiencia prevista per oggi ha un carattere strettamente processuale: la procura e la difesa affronteranno la classificazione delle prove e la presentazione di mozioni preliminari al processo, per il quale non esiste ancora un cronoprogramma definito.

Non si prevede che il giudice Alvin Hellerstein, di 92 anni, fissi in questa sede una data per l'inizio del processo.

La sessione di oggi era originariamente prevista per il 30 giugno, ma la Procura ha richiesto il rinvio per motivi di sicurezza.

Nel documento presentato davanti alla corte, il Governo ha sostenuto che il rinvio era «strettamente necessario per evitare problemi di programmazione e questioni logistiche legate a garantire un trasferimento sicuro dell'imputato e il mantenimento della sicurezza pubblica».

Durante giugno e la prima metà di luglio, le risorse del Dipartimento di Polizia di New York (NYPD) sono state concentrate sul Mondiale di Calcio 2026, che si è concluso domenica con la vittoria della Spagna.

Poiché la comparizione richiede la presenza fisica di entrambi gli accusati a Manhattan, il NYPD deve mettere in atto un ampio dispositivo per il loro trasferimento terrestre da Brooklyn.

I reati e la strategia della difesa

Maduro affronta quattro accuse: cospirazione per narcoterrorismo, cospirazione per l'importazione di cocaina, possesso di mitragliatrici e dispositivi distruttivi, e cospirazione per possedere quelle stesse armi.

Cilia Flores è accusata di reati legati all'importazione di droga e alla possesso di armi.

L'ex dittatore si è dichiarato non colpevole a gennaio del 2026 e si autodefinisce «prigioniero di guerra» di fronte al tribunale, mentre la sua difesa - guidata dall'avvocato Barry Pollack - invoca l'immunità di capo di Stato e mette in discussione la legalità della cattura.

In aprile 2026, Washington ha modificato le sanzioni contro il Venezuela per permettere al governo venezuelano di finanziare la difesa legale di entrambi gli accusati, risolvendo una controversia preesistente in cui la difesa sosteneva che il blocco dei fondi violasse il diritto costituzionale di scegliere un avvocato.

Il trattato del 1922: La bomba giuridica che potrebbe cambiare tutto

L'elemento che suscita maggiore attenzione tra gli analisti è un trattato bilaterale di estradizione del 1922 tra gli Stati Uniti e il Venezuela, la cui clausola stabilisce che «tutte le controversie tra le parti contraenti, relative all'interpretazione o all'esecuzione di questo trattato, saranno decise mediante arbitrato».

Secondo una colonna pubblicata da The New York Times martedì, le corti statunitensi potrebbero «non avere l'autorità per gestire il suo caso» se il governo venezuelano attiva quella clausola sostenendo che la cattura è stata illegale secondo il diritto internazionale.

Il giurista David Sloss ha sottolineato che «non risulterebbe particolarmente sorprendente che la controversia venisse temporaneamente ritirata dai tribunali e rimessa all'arbitrato».

La stessa colonna ha avvertito che «il processo non può continuare legalmente senza questo passaggio», e che eludere l'arbitrato renderebbe l'operazione «flagrantemente illegittima anche secondo le stesse leggi statunitensi».

Il giudice novantaduenne e il contesto diplomatico

Un altro punto di attenzione riguarda lo stesso giudice Hellerstein, che nell'udienza precedente - tenutasi il 26 marzo - ha mostrato una voce affaticata e piccoli lapsus che hanno suscitato dubbi sulla sua capacità di gestire un procedimento di estrema complessità.

In quella sessione rifiutò di archiviare il caso.

In parallelo, l'amministrazione Trump ha richiesto martedì che venga riconosciuta l'immunità giudiziaria alla presidente incaricata venezuelana Delcy Rodríguez in una causa civile presentata in Florida, il che riflette la complessa dinamica diplomatica tra Washington e Caracas mentre il processo avanza.

Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha confermato lunedì l'inizio dei colloqui di transizione in Venezuela per agosto 2026, il che aggiunge una dimensione politica di primo piano a un'udienza che, a prima vista, tratta solo questioni procedurali.

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