Il regime cubano sospende il lussuoso Festival del Habano dopo aver valutato il «contesto attuale»

Festival del Habano 2025 (Immagine di riferimento)Foto © Cubadebate

Il Comitato Organizzatore del Festival del Habano ha annunciato martedì la cancellazione definitiva della XXVI edizione dell'evento, sottolineando la necessità di preservare «gli standard di eccellenza che contraddistinguono questo riconosciuto incontro internazionale» di fronte al deteriorato «contesto attuale» di Cuba.

Il comunicato ufficiale di Habanos S.A. non menziona in alcun momento la devastante crisi energetica ed economica che paralizza l'isola, ma l'eufemismo risulta trasparente: Cuba soffre nel 2026 di black out di fino a 22 ore al giorno all'Avana e di un deficit di produzione elettrica di fino a 2.000 megawatt che copre a malapena il 55% della domanda.

Questa è la seconda cancellazione nella storia del festival. La prima è avvenuta nel 2020 e nel 2021, quando la pandemia di COVID-19 ha costretto a sospendere l'edizione XXIII per due anni consecutivi.

L'evento era già stato rinviato indefinitamente il 14 febbraio, appena dieci giorni prima della data originale, fissata dal 24 al 27 febbraio. La cancellazione definitiva arriva cinque mesi dopo, senza che il Comitato Organizzatore abbia annunciato alcuna data alternativa.

«Il Comitato Organizzatore continuerà a seguire attentamente l'evoluzione del contesto con l'obiettivo di celebrare una prossima edizione quando ci saranno le condizioni che permetteranno di offrire il Festival con l'eccellenza, la portata e la qualità che lo hanno reso un riferimento internazionale», si legge nel comunicato.

La sospensione priva Cuba dei cospicui introiti generati dalla tradizionale Asta di Umidificatori, il cui punto culminante dell'evento più recente, tenutosi a febbraio del 2025, ha raccolto un record di 17,94 milioni di euro —circa 19,5 milioni di dollari—, che il regime afferma di destinare al sistema sanitario pubblico, sebbene senza audit né prove verificabili che lo supportino.

Il festival riunisce abitualmente oltre 1.300 partecipanti provenienti da settanta paesi, tra cui appassionati, distributori, commercianti e giornalisti specializzati, e rappresenta la principale vetrina mondiale dei sigari premium cubani.

Il contrasto tra il lusso dell'evento e la miseria quotidiana dei cubani ha sempre suscitato critiche. Nella edizione del 2025, mentre 600 invitati selezionati cenavano nel Salón de los Pasos Perdidos del Capitolo dell'Avana, la popolazione sopportava blackout di fino a venti ore e pagava fino a 1.500 pesos per un pacchetto di sigarette nel mercato informale.

La cancellazione del Festival del Habano si aggiunge a una serie di sospensioni culturali nel 2026: la Fiera Internazionale del Libro di L'Avana è stata rinviata a gennaio e il Grand Prix di Balletto de L'Avana è stato sospeso a maggio, entrambi nel contesto della stessa crisi che ora costringe a cancellare l'evento tabacchicolo più importante del mondo.

Nonostante la sospensione del festival, il comunicato chiarisce che le celebrazioni per il 60° anniversario di Cohiba (1966-2026) continueranno con un'agenda internazionale. Il primo grande evento si svolgerà il 7 ottobre a Londra, con la presentazione mondiale del Cohiba Talismán, che si unirà alla Linea Classica del marchio.

«Il Comitato Organizzatore ringrazia per la comprensione, la fiducia e il continuo supporto da parte di distributori, partner commerciali, media e appassionati di tutto il mondo», conclude il comunicato di Habanos S.A., azienda di capitale misto in cui il regime cubano detiene il 50% e le cui vendite globali hanno raggiunto un record di 827 milioni di dollari nel 2024, secondo Reuters.

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