César Reynel Aguilera, autore di "El Soviet Caribeño", ha lanciato in una recente discussione su CiberCuba una distinzione che considera fondamentale per il futuro dell'opposizione cubana. L'attivismo politico e fare politica sono, con le sue stesse parole, «due cose completamente diverse».
Reynel Aguilera ha partecipato insieme al politologo Julio Shiling, direttore di Patria de Martí, e alla scrittrice Zoé Valdés, a un programma condotto da Tania Costa che ha riunito 200 persone collegate per un'ora e mezza di dibattito ininterrotto.
L'argomento centrale di Reynel Aguilera è che l'attivismo svolge una funzione legittima e importante in una prima fase —ha citato la venezuelana María Corina Machado come esempio di ciò che quel modello può raggiungere—, ma arriva inevitabilmente a un punto di svolta. «A un certo punto la situazione diventa così complessa che tutti quegli oppositori devono necessariamente smettere di fare attivismo politico e devono iniziare a fare politica».
Per illustrare questo salto con la sua stessa carriera, la scrittrice Zoé Valdés ha ricordato la sua esperienza elettorale in Spagna. «Io ho fatto politica in Spagna. Non ho raggiunto 500.000, ma ho ottenuto circa 387.000 voti con il partito Vox per il Senato». Valdés si è presentata come candidata al Senato spagnolo per Vox nelle elezioni generali del 23 luglio 2023 per il collegio di Madrid.
La formula che sintetizza quel transito, ripetuta come asse concettuale della conversazione, è incisiva: «Fare politica è pragmatismo e decenza. Non c'è altro», ha detto César Reynel.
Zoé Valdés ha anche smentito la tanto proclamata critica che riguarda l'atomizzazione dell'opposizione, considerata uno dei principali freni al cambiamento democratico. Tuttavia, lei la vede come parte della normalità democratica, poiché l'opposizione non è né vogliamo che sia un blocco monolitico. Gli oppositori hanno le loro diverse ideologie e questo è legittimo, ha sottolineato.
La Amministrazione Trump ha imposto più di 240 sanzioni contro il regime cubano da gennaio 2026, comprese misure contro Miguel Díaz-Canel e il suo entourage familiare. Tuttavia, i partecipanti alla discussione concordano sul fatto che le sanzioni esterne non siano sufficienti se l'opposizione non compie il salto qualitativo che descrive César Reynel.
Interpellato direttamente dalla scrittrice, anche il scientifico ha convalidato la tesi e ha aggiunto un avvertimento per i nuovi esuli. «Le due parole chiave che ripeto a tutti sono decenza e pragmatismo. Se arrivi in esilio, non attaccare chi non ti ha attaccato».
Inoltre, ha avvertito della presenza di agenti di influenza infiltrati nell'esilio del sud della Florida, un rischio che considera particolarmente grave per gli oppositori appena arrivati.
Per quanto riguarda lui, Shiling ha difeso proposte di descomunizzazione radicale per Cuba, inclusa la proscrizione legale del Partito Comunista, il che colloca il dibattito sulla strategia opposta in un terreno dove le differenze di approccio sono profonde quanto le coincidenze di fondo.
Zoé Valdés ha riassunto l'imperativo con la sua testimonianza personale: «Stai facendo attivismo e un giorno dici: è necessario fare questo passo, e lo fai, e bisogna farlo».
La scrittrice avrà l'opportunità di sviluppare queste idee di fronte al pubblico di Miami il prossimo 25 luglio alle 14:00, quando presenterà il suo libro "Cuba, y ahora la libertad" presso la John F. Kennedy Memorial Library di Hialeah, con ingresso libero e moderazione del giornalista Andrés Reynaldo.
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