
Il lobby del Cine Jibá di Gibara è stato il palcoscenico del lancio di «Una misa para Solás», un libro della giornalista Lorena Massip che offre un ritratto inedito del cineasta cubano Humberto Solás (1941-2008), presentato come parte del programma teorico della ventesima edizione del Festival Internazionale del Cinema Povero.
La opera, lanciata martedì 15, è nata come tesi di laurea della sua autrice, che, come riportato da La Luz Centro de Comunicazione Culturale, «desiderava conoscere di più sull'uomo che era stato Humberto Solás».
Per raggiungere questo obiettivo, Massip ha realizzato 30 interviste a attori e registi che hanno lavorato con il direttore, costruendo così un racconto corale che recupera aneddoti, contraddizioni e momenti di dedizione del cineasta, lontano dall'analisi tecnica della sua filmografia.
Il volume è introdotto dal critico e scrittore Rafael Grillo, che ha messo in evidenza il valore testimoniale della pubblicazione e l'ha considerata una prospettiva necessaria per comprendere la complessità di un artista fondamentale nella cultura cubana.
Durante lo stesso evento, Sergio Benvenuto Solás, nipote di Humberto Solás e direttore del concorso, ha presentato una mostra di manifesti serigrafici ispirati a sceneggiature inedite che il cineasta non ha mai avuto modo di filmare.
La serata ha riunito cineasti, critici e pubblico attorno a una pubblicazione che, lontana dalla solennità del mito, rivela l'uomo dietro la figura pubblica di colui che ha fondato questo festival nell'aprile del 2003 con la convinzione che il cinema potesse essere «povero nei mezzi, ma ricco di idee».
Solás si è unito all'Instituto Cubano de Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC) nel 1959, all'età di 17 anni, e nel corso della sua carriera ha realizzato circa una ventina di film. La sua opera più riconosciuta, «Lucía» (1968), è considerata uno dei film più importanti del cinema iberoamericano. È scomparso nel settembre del 2008, tre anni dopo aver ricevuto il Premio Nazionale di Cinema di Cuba.
Un dato che sottolinea l'urgenza di iniziative come questo libro è che, secondo un servizio del aprile 2025, solo «Lucía» è stata restaurata digitalmente; il resto dell'ampia opera di Solás rimane a rischio di scomparire a causa del deterioramento fisico degli originali e della mancanza di digitalizzazione.
La ventesima edizione del festival, che si svolge dal 14 fino a sabato 18 luglio 2026, si sviluppa inoltre in un contesto di grave crisi energetica nell'isola, con blackout di oltre 50 ore consecutive nella provincia di Holguín, il che ha costretto gli organizzatori a garantire le proiezioni con generatori propri e schermi all'aperto. La rassegna, che ha riunito creatori di quasi 20 paesi, è stata spostata dalla sua data abituale di aprile proprio a causa di questa crisi di carburante e energia, sebbene abbia mantenuto intatto il suo spirito di riflessione e memoria, con Solás come fulcro di tutto il programma.
Video correlati:
Archiviato in: