
Il portale ufficiale Cubadebate ha riportato questo sabato un articolo che denuncia come i lavoratori statunitensi non abbiano nemmeno un giorno di malattia garantito, utilizzando il ricovero del senatore repubblicano Mitch McConnell come pretesto per attaccare le condizioni lavorative negli Stati Uniti.
Il testo, tratto dal media progressista statunitense Truthout e firmato da Sharon Zhang, sottolinea che McConnell è ricoverato in ospedale dal 14 giugno, dopo una caduta che lo ha lasciato brevemente privo di sensi e una leggera polmonite, e che non ha spiegato la sua assenza dal Senato fino al 12 luglio.
L'ironia che sottolinea l'articolo è reale: il senatore repubblicano del Kentucky ha goduto di settimane di congedo retribuito mentre bloccava per anni la legislazione che avrebbe esteso lo stesso diritto ai lavoratori comuni.
Nel 2020, in qualità di leader della maggioranza del Senato, McConnell impedì che l'ampliamento delle prestazioni federali per congedo familiare e malattia fosse incluso nel secondo pacchetto di aiuti per la pandemia di covid.
Nel 2022 votò contro la concessione di sette giorni di malattia ai lavoratori ferroviari, nel mezzo di un conflitto tra le aziende di carico e i sindacati che minacciavano uno sciopero nazionale.
Gli Stati Uniti sono, secondo l'articolo, l'unico paese ricco del mondo senza una garanzia federale di congedo malattia retribuito per tutti i suoi lavoratori, una mancanza reale e documentata.
Tuttavia, la domanda che il regime cubano evita di porsi è la più ovvia: quali diritti hanno i lavoratori a Cuba?
La risposta è devastante. Il nuovo Codice del Lavoro cubano presentato a giugno 2026 non riconosce il diritto di sciopero né permette sindacati indipendenti, mantenendo il monopolio della rappresentanza lavorativa nelle mani della Centrale dei Lavoratori di Cuba (CTC), braccio docile del Partito Comunista dal 1961.
Non è la prima volta che Cubadebate ricorre a questo manuale. A maggio, il portale e il programma Mesa Redonda della televisione hanno trasmesso un documentario sui lavoratori poveri negli Stati Uniti che ha generato un'ondata di derisioni e critiche da parte dei cubani dentro e fuori dall'isola, stanchi dell'ipocrisia del regime.
Mientras Cubadebate indica con il dito Washington, il salario minimo a Cuba è di 3.210 pesos mensili, equivalente a meno del quattro percento dei 96.000 pesos che economisti indipendenti stimano come minimo per coprire i bisogni fondamentali.
Il salario medio statale si aggira intorno ai 6.930 pesos, circa 13 dollari al cambio informale, e l'89% dei cubani vive in povertà estrema, secondo studi indipendenti.
D'altra parte, il governo degli Stati Uniti ha sottolineato come il programma di brigate mediche, di cui si vanta il regime cubano, costituisca una "forma di traffico di esseri umani".
Il 7 aprile, la Commissione Interamericana dei Diritti Umani (CIDH) ha pubblicato un rapporto di 199 pagine che conclude che il programma opera con gravi indizi di lavoro forzato, traffico di persone e schiavitù moderna, e ha raccomandato a tutti i paesi del continente di ritirarsi da esso.
Il rapporto, basato sulle testimonianze di 71 professionisti in missione in 109 paesi, ha documentato che lo Stato cubano trattiene tra il 60% e il 97,5% dello stipendio pagato dai paesi riceventi: in Messico, il governo pagava circa 3.750 dollari mensili per ogni medico cubano, mentre il professionista riceveva appena 200 dollari.
A questa trattenuta salariale si aggiungono la confisca dei passaporti e dei documenti accademici, la sorveglianza politica e le ritorsioni contro coloro che abbandonano la missione.
L'articolo 135 del Codice Penale cubano punisce l'abbandono con pene da tre a otto anni di prigione, e il Decreto-Legge 306 del 2012 consente di vietare il ritorno a Cuba per otto anni.
Nel settembre del 2025, medici cubani che hanno interrotto la missione in Italia hanno descritto la situazione con una frase: «Ti ricattano con i tuoi titoli».
Nel 2019, medici disertori avevano già dichiarato all'agenzia AFP che il programma costituiva un "sistema di schiavitù moderna". Uno di loro, identificato come Orazal Sánchez, è stato diretto: "La triste verità è che continuiamo a essere schiavi. Crediamo di essere liberi, ma finché abbiamo familiari a Cuba continuiamo a lavorare per quel sistema".
In aprile 2025, il Parlamento Europeo ha approvato l'Emendamento 311 che qualifica le brigate mediche cubane come "schiavitù moderna" e "lavoro forzato" nel documento centrale della politica estera europea.
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