
La intellettuale, storica e attivista cubana Alina Bárbara López Hernández ha pubblicato venerdì su Facebook una dichiarazione contundente condividendo un alerta di Cubalex sul caso di Luis Manuel Otero Alcántara: «Dittatura è un termine gentile per l'aberrazione che costituisce questo sistema».
Nella sua pubblicazione su Facebook, López ha aggiunto un argomento storico di peso: «Combattenti della lotta contro Batista mi raccontano che sono stati salvati molte volte da giuristi etici nei Tribunali di Emergenza di quella dittatura».
Il confronto presenta un forte contrasto: se nei tribunali dell'era batistiana esistevano avvocati indipendenti e garanzie processuali minime che permettevano di salvare oppositori, il sistema giudiziario cubano attuale —dove gli avvocati possono esercitare solo in studi legali controllati dallo Stato e dove i tribunali agiscono coordinati con la Sicurezza dello Stato— non offre neppure quelle garanzie minime.
La dichiarazione di López risponde direttamente alla situazione di Luis Manuel Otero Alcántara, artista e attivista la cui condanna di cinque anni è stata completamente estinta il 9 luglio 2026, ma che rimane trattenuto senza titolo penale.
Due giorni prima della scadenza della sua pena, il 7 luglio, agenti della Sicurezza dello Stato lo hanno prelevato dalla prigione di massima sicurezza di Guanajay e lo hanno trasferito in un luogo sconosciuto. Amnesty International e Cubalex hanno classificato questa situazione come scomparsa forzata.
L'unico contatto di Otero Alcántara con la sua famiglia è stata una breve telefonata il 9 luglio, effettuata da un telefono della Sicurezza di Stato con un agente in viva voce.
Cubalex ha presentato formalmente un ricorso di habeas corpus il 13 luglio dinanzi al Tribunale Municipale Popolare dell'Avana. Il termine legale di 72 ore per emettere una decisione è scaduto il 16 luglio senza risposta; le autorità hanno risposto solo che il documento era «in elaborazione».
La organizzazione per i diritti umani denuncia che il ritardo risponde a una strategia coordinata dalla Sicurezza dello Stato: prolungare i tempi legali per forzare la liberazione condizionata all'uscita definitiva dal paese, in modo tale che se Otero abbandona Cuba prima dell'emissione della risoluzione, le autorità potrebbero dichiarare il ricorso «negato» o «inammissibile» sostenendo che la privazione della libertà è cessata per «scelta volontaria».
López ha concluso la sua pubblicazione con un'esigenza diretta: «Libertà per Luis Manuel Otero Alcántara e per ogni connazionale detenuto per motivi politici! Libertà per Cuba!»
La intellettuale matancera, sottoposta a reclusione domiciliare e arrestata in più occasioni dal regime, aveva già definito l'11 luglio —quinto anniversario delle proteste dell'11J— il governo di Díaz-Canel come «Stato terrorista contro il proprio popolo», esigendo un'amnistia generale per i più di 1.250 prigionieri politici registrati da Prisoners Defenders.
Il Comitato delle Nazioni Unite sulle Sparizioni Forzate ha attivato la Misura Urgente AU n. 2357/2026, con scadenza fino al 25 luglio affinché Cuba fornisca informazioni sullo stato di Otero Alcántara.
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