Alina Bárbara López riprende una frase di Fidel Castro del 1959 che sembra scritta per la Cuba di oggi

Fidel ha avvertito contro i governanti "vanitosi" e "capricciosi": un intellettuale mette in evidenza la citazioneFoto © Collage Facebook/Alina Bárbara López Hernández

L'accademica cubana Alina Bárbara López Hernández ha pubblicato sul suo profilo Facebook un ritaglio del Diario de la Marina datato 19 novembre 1959, con una citazione di Fidel Castro che, secondo lei, i media ufficiali cubani evitano di diffondere in vista del prossimo centenario della sua nascita.

Il frammento, pubblicato con il titolo «Parole di Fidel» a pagina 8-B di quel quotidiano, mostra un Castro appena arrivato al potere che riconosce le proprie limitazioni e avverte sui pericoli di governare senza preparazione, senza umiltà e senza la capacità di ascoltare le critiche.

«A proposito del prossimo centenario della nascita di Fidel Castro, i mezzi e i siti ufficiali replicano numerose frasi e frammenti dei suoi discorsi; tuttavia, raramente provengono dal primo anno della Rivoluzione. Tale omissione si spiega quando leggiamo valutazioni come questa, apparsa nel novembre del 1959 sul Diario di la Marina e più adatta ai dirigenti dell'epoca attuale», scrisse López.

Nel testo recuperato, Castro affermava: «Noi non siamo infallibili e credo che il più saggio degli uomini fosse colui che disse: 'so solo di non sapere nulla', perché lui sapeva qualcosa».

Il allora leader rivoluzionario paragonava la funzione di governare ad altre professioni che richiedono una formazione specifica, e riconosceva senza mezzi termini che a Cuba «qualsiasi ñame con cravatta» —un cubanismo per riferirsi a qualcuno ignorante che occupa una posizione importante— poteva candidarsi al senato.

Castro ammetteva inoltre che nessuno dei rivoluzionari era stato "mai Ministro, né governante, né capo di niente", e stabiliva una distinzione che oggi risuona con forza: "Buona volontà non significa essere onesti e non rubare. Buona volontà significa non essere capricciosi, non essere vanitosi, non essere testardi. Perché si può essere molto onesti e non ascoltare nessuno, sapere quando si è criticati e riempirsi di amor proprio e voler schiacciare chi fa una critica".

López ha chiuso la sua pubblicazione con un'ironia ricca di significato: «Profetico il Comandante. Diceva Gabriel García Márquez che Fidel poteva viaggiare nel futuro e sapere cosa sarebbe successo; a quanto pare aveva ragione».

La paradosso che sottende al post ha una dimensione storica aggiuntiva: il Diario de la Marina, dove apparvero quelle parole di Castro nel novembre del 1959, fu chiuso dal governo rivoluzionario stesso appena sei mesi dopo, il 12 maggio del 1960, dopo 128 anni di esistenza.

La pubblicazione arriva in piena campagna ufficiale per il centenario della nascita di Castro —il 13 agosto 2026—, che il regime ha trasformato nel fulcro propagandistico dell'anno sotto lo slogan #100AnniConFidel, con colloqui internazionali, atti politici e una selezione accurata di quali frasi del Comandante vengono diffuse e quali no.

Il 1° luglio, Miguel Díaz-Canel ha presieduto presso la Biblioteca Nazionale un evento per rivendicare il discorso "Parole agli Intellettuali" del 1961, la cui frase "Dentro la Rivoluzione, tutto; contro la Rivoluzione, niente" ha storicamente servito per giustificare decenni di censura sull'Isola.

L'11 luglio, nel quinto anniversario dell'11J, López ha definito il regime di Díaz-Canel come uno «Stato terrorista contro il proprio popolo», una definizione che contrasta con l'immagine che la macchina ufficiale cerca di proiettare nell'anno del centenario del suo fondatore.

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