Una cubana residente a Miami identificata su TikTok come Yeni&John (@yenisleidysolis) ha pubblicato questo giovedì un video in cui denuncia con fermezza il collasso del sistema educativo a Cuba, rispondendo a chi ha criticato commenti precedenti che aveva fatto sulle scuole dell'Isola.
«Non vogliono difendere l'indifendibile», afferma la donna all'inizio del video, chiarendo che non ha intenzione di addolcire il suo giudizio sulla realtà educativa cubana.
Uno dei punti più rilevanti riguarda gli incentivi perversi che operano all'interno del sistema: se uno studente ripete l'anno, il salario dell'insegnante ne risente. «Oggi i ragazzi passano all'anno successivo anche se non sanno neanche scrivere. Perché? Perché se l'alunno non viene promosso, il salario dell'insegnante ne risente. Questo non è un metodo per insegnare», afferma la tiktoker.
Questo meccanismo non è aneddotico: il Ministero dell'Istruzione cubano ha direttive che impediscono di sospendere gli studenti, il che ha generato una pratica sistematica di promozioni artificiali di grado. Sono stati segnalati anche casi di insegnanti che forniscono le risposte degli esami al momento della consegna.
La donna racconta anche l'esperienza diretta di sua figlia, che ha trascorso quasi due anni con insegnanti che non si presentavano regolarmente. «Oggi non veniva più, un altro insegnante dopo, nemmeno lui si presentava e così passavano i mesi andando a scuola a giocare a pallone», descrive. Aggiunge che su 20 alunni in un’aula, solo cinque sono presenti, e che quando l'insegnante si presenta, non tiene nemmeno la lezione per mancanza di quórum.
Questa realtà ha numeri che la supportano. Cuba ha iniziato l'anno scolastico 2024-2025 con un deficit di 24.000 insegnanti, pari al 12,5% dei posti disponibili nel paese, e la situazione è rimasta invariata nel ciclo 2025-2026. A Sancti Spíritus, la copertura docente è scesa al 68%. A Camagüey, gli insegnanti hanno denunciato di non aver percepito lo stipendio da due mesi.
La ragione dell'esodo degli insegnanti è economica. Gli stipendi degli insegnanti delle scuole elementari oscillano tra 2.500 e 3.000 pesos cubani al mese, equivalenti a tra sei e dieci dollari al cambio informale, di fronte a un paniere di beni di prima necessità che supera i 25.000 pesos. La tiktoker lo riassume senza giri di parole: «I medici e gli insegnanti, dopo aver passato anni a studiare, hanno lasciato la professione per andare a vendere in una MIPYME o per lavorare in una paladar perché stanno morendo di fame con quel misero stipendio che ricevono a scuola».
La critica si estende al sistema sanitario. La donna ricorda che ai suoi tempi bisognava portare cibi al medico in modo discreto, ma ora la situazione è aperta e sfacciata: «Oggigiorno, se non vai con il sacchetto in mano, non fai nemmeno la fila, non ti lasciano passare dalla porta, senza contare che se vai dal medico devi portare anche l'ago con cui ti farai il buco».
Il corso scolastico 2025-2026 si è concluso anticipatamente tra il 15 e il 30 giugno, settimane prima del previsto, a causa della crisi energetica e della mancanza di carburante. Il regime ha anche eliminato gli esami di ammissione all'istruzione superiore per quel ciclo, una misura che riflette il livello di deterioramento istituzionale che la tiktoker descrive nel suo video.
«Ogni giorno va peggio, nulla funziona. Mi dispiace dirlo, ma non voglio coprire tutto questo con un dito», conclude la cubana, riassumendo in poche parole ciò che i dati confermano: il collasso di un sistema che il regime continua a presentare come uno dei suoi principali successi.
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