Il businessman e storico cubanoamericano Omar Sixto esclude che qualsiasi piano del regime de L'Avana possa tirare l'isola dalla sua crisi e sostiene che l'unica soluzione reale passi per un intervento umanitario con componente militare.
«Nessuno dei piani del governo di Cuba funzionerà assolutamente. Per questo è necessaria un'intervento umanitario, ma deve avere un componente militare. Coloro che porterebbero la prima ondata devono essere gli eserciti, ed è per questo che è stato creato lo Scudo delle Americhe», ha affermato Sixto in un'intervista con CiberCuba.
Sixto, nato a La Havana 57 anni fa e residente a Miami da tre decenni, indica al Escudo delle Americhe —la coalizione militare di 17 nazioni lanciata da Trump il 7 marzo a Doral, Florida— come il meccanismo già articolato per un'eventuale azione. «Queste sono pedine che sono state mosse in questa fase di silenzi», ha dichiarato.
L'imprenditore delinea con precisione lo scenario che, a suo avviso, attiverebbe quella risposta: «Quei governi alleati degli Stati Uniti parteciperanno nel caso ci sia bisogno. La variabile è che, se ce ne sarà bisogno, probabilmente il popolo cubano sarà in piazza a manifestare e la polizia inizierà a reprimere».
Quel detonante non le sembra lontano. «I cubani scenderanno in strada prima o poi, è qualcosa di incontenibile, stanno vivendo peggio dei taíni oggi», sentenziò.
Il suo pronostico si basa su una realtà documentata: giugno 2026 ha registrato un record di 107 proteste di strada a Cuba, quasi il doppio del massimo precedente, con L'Avana in testa con 82 casi.
Sixto rifiuta categoricamente le 176 misure di apertura economica che il regime ha recentemente annunciato come il suo più grande pacchetto di riforme in decenni.
Concedette un'a intervista a El País, pubblicata il 13 luglio, in cui ha sottolineato: «Sono misure per guadagnare tempo. Per loro ogni giorno è una vittoria, ma non funzioneranno».
Per quanto riguarda il ruolo della comunità cubana all'estero, Sixto propone un compito concreto per la fase successiva a qualsiasi intervento. «Una cosa che dovremo fare noi cubani, poi, è ottenere l'autorizzazione per noleggiare barche a Miami per portare aiuti umanitari a Cuba, alle comunità».
Sixto è autore del saggio "Se acabó la diversión. La economía cubana: il salto del capitalismo al socialismo (1959-1965)", pubblicato sotto l'etichetta Horizonte Cubano dell'Università di Columbia.
In quel libro argomenta che l'attuale fallimento di Cuba ha le sue radici nelle decisioni prese tra il 1959 e il 1965, quando, secondo le sue parole, Fidel Castro «non cambiò le regole del gioco, cambiò completamente il gioco».
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