Il trasformista cubano Riuber Alarcón, conosciuto artisticamente come «Doña Margot», ha denunciato di essere stato aggredito fisicamente domenica nel municipio habanero di La Lisa come rappresaglia diretta per aver pubblicato sui social una lamentela riguardo ai black-out nella zona.
In un video condiviso nel suo profilo Facebook, Alarcón appare con la bocca insanguinata, lividi attorno agli occhi e graffi sulla fronte mentre racconta quanto accaduto: «Claudia Ávila, il sindaco de La Lisa, ha mandato un tipo a picchiarmi, perché ho pubblicato un post lamentandomi della situazione dell'elettricità a La Lisa. Questo è ciò che fa la gente del governo di La Lisa».
Alarcón ha identificato Claudia Ávila, presidente dell'Assemblea Municipale del Potere Popolare di La Lisa, come la responsabile di aver ordinato l'aggressione.
La denuncia acquisce una dimensione particolare per il profilo della persona coinvolta: Riuber Alarcón è un trasformista con una carriera pubblica e legami documentati con il CENESEX e Mariela Castro Espín, figlia di Raúl Castro e direttrice di quell'organismo statale dedicato alle politiche di diversità sessuale.
Alarcón ha partecipato a eventi ufficiali patrocinati dallo Stato cubano, inclusa la Giornata Internazionale contro l'Omofobia organizzata dal CENESEX, e ha condotto spettacoli di trasformismo sin dal 2007.
Che una figura storicamente allineata con il discorso ufficiale sia presuntamente aggredita per denunciare la mancanza di elettricità illustra fino a che punto la repressione non distingue tra sostenitori e critici quando si tratta di evidenziare il collasso dei servizi essenziali.
La Lisa è stata uno dei principali epicentri del malcontento cittadino a causa della crisi energetica nel 2026. Il 2 luglio, i vicini hanno protestato di fronte alla sede del PCC municipale dopo aver accumulato oltre 50 ore consecutive senza elettricità, subendo repressioni con il dispiegamento di «berrette nere», arresti arbitrari e interruzioni di internet.
Nel mese di giugno, il municipio aveva già visto un'altra protesta dopo 36 ore di blackout, e nei giorni precedenti al 2 luglio, i residenti hanno lanciato pietre contro l'unità di polizia di San Agustín per gli stessi problemi.
Cuba sta attraversando la sua peggiore crisi energetica da decenni: il deficit di generazione ha raggiunto 2.208 MW il 25 giugno, lasciando senza elettricità il 70% del paese.
In tutto il mese di giugno si sono registrate 107 proteste sull'isola, con L'Avana in testa, e l'Osservatorio Cubano dei Diritti Umani ha documentato 1.949 azioni repressive e 257 detenzioni arbitrarie nel primo semestre del 2026.
Il video di Alarcón ha superato le 207.000 visualizzazioni su Facebook e ha generato oltre 530 commenti.
Il giornalista Yosmany Mayeta Labrada, che ha divulgato la denuncia e ha chiesto un'indagine indipendente, è stato categorico: «Le differenze politiche o ideologiche non possono mai servire da giustificazione per la violenza. I diritti umani devono essere difesi senza distinzioni. La violenza non può diventare risposta alle differenze di pensiero né uno strumento di intimidazione».
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