Il popolare comico Mario Sardiñas, nel suo eterno personaggio di Chequera del programma «Vivir del Cuento», ha appena risolto con un colpo di penna ciò che il regime cubano non è riuscito a sistemare per anni: ha semplificato il caotico sistema di blocchi elettrici a sole due categorie. Niente blocchi dall'uno al sei, niente orari rotativi né circuiti con nomi e numeri. Da ora in poi, secondo la nuova tassonomia chequerica, esistono solo il «blocco senza corrente» e il «blocco con corrente».
Il reel, pubblicato sulla sua pagina Facebook, mostra Chequera che parla al telefono con il suo «capo» per riferire i progressi della sua missione: abbattere tutti i blocchi del Sistema Elettrico Nazionale. La conversazione inizia con un chiarimento urgente: il blocco a sinistra non l'ha toccato. «Anche se credo che quel blocco appartenga a ETECSA», spiega il personaggio, «perché ogni volta che cerco di abbatterli, il telefono squilla prima».
La battuta non è solo divertente: è chirurgicamente precisa. A Cuba, il segnale telefonico e il servizio elettrico condividono la stessa sorte catastrofica, e la «sinistra», almeno nel discorso propagandistico, è il marchio dei dirigenti del paese, a cui non va mai via la corrente.
Poi arriva il momento clou dello sketch: la presentazione del Bloc 6. «Sai come lo chiamano, il blocco sei», dice Chequera. «Il ubriaco, sì, o quello che è sempre a terra». Il soprannome non è un'invenzione dell'umorista: è il nome che ha dato a quel blocco, che è quello che deve sopportare in prima persona, come il simbolo della disperazione energetica che ogni cubano prova con il proprio.
La battuta arriva in un momento di reale cambiamento nella gestione dei blackout. L'azienda elettrica di La Habana ha ufficialmente abbandonato il sistema a blocchi per passare a gestire i tagli attraverso circuiti elettrici individuali, un cambiamento accelerato dal quarto blackout totale dell'anno, avvenuto il 10 luglio, che ha lasciato senza luce milioni di cubani.
Chequera, fedele al suo stile, ha anticipato la burocrazia. Mentre il regime ha impiegato giorni per annunciare il nuovo sistema, lui lo ha risolto in un minuto e un secondo di video. «Circuito, circuito, circuito. Capo, c'è un grande problema con i blocchi», dice il personaggio prima di proclamare la sua riforma energetica definitiva.
Non è la prima volta che Sardiñas trasforma l'oscurità cubana in materiale per la commedia. Ad aprile è volato sulla Luna a bordo della navetta Artemisa per sfuggire ai blackout, missione abortita perché «hanno rubato il combustibile della navetta». A maggio ha premiato con diplomi e gladioli i blocchi più distintivi per i loro record di interruzioni, con il Blocco 6 che ha ricevuto tutti gli onori. E a giugno ha salutato con «buona notte» in pieno giorno, perché nel blocco 6 la notte inizia quando il regime decide.
La realtà che satirizza Chequera è brutale: il deficit energetico ha raggiunto un record storico di 2.341 MW tra l'8 e il 9 luglio, con il 73% della popolazione colpita contemporaneamente. In alcune zone di Matanzas si sono registrate fino a 87 ore consecutive senza elettricità. La maggiore centrale termoelettrica del paese, la CTE Antonio Guiteras, ha avuto 17 guasti dall'inizio del 2026 e non riceve manutenzione capitale dal 2010.
I commenti al video riflettono quella mistura cubana di risate e rassegnazione. «Bisogna ridere per non piangere», ha scritto un'utente. «Io sono il 2, ma di Nuevo Vedado, forse mi hanno unito al 6 e non me ne sono accorta perché è sempre al piano». Un'altra persona ha proposto un uso alternativo per i blocchi fisici: «Con quei blocchi posso farmi una cisterna, per l'acqua». Perché a Cuba, quando non c'è luce, non c'è nemmeno acqua. E quando non ci sono acqua né luce, rimane almeno Chequera.
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