L'influencer comunista cubana chiama «miserabili» gli attivisti: «Fanno del male al proprio popolo»

L'influencer Tere Felipe ha definito "miserabile" l'attivista Magdiel Jorge Castro per aver contestato la narrativa ufficiale cubana riguardo all'embargo e alla crisi elettrica.



Tere FelipeFoto © X / Tere Felipe

La influencer cubana Tere Felipe, residente in Spagna e nota per replicare sistematicamente le narrazioni del regime cubano, ha definito sabato scorso «miserabile» il giornalista e attivista Magdiel Jorge Castro dopo una discussione sui social riguardo alle cause della crisi elettrica nell'isola.

Il detonatore è stato un tweet del ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla in cui attribuiva la nuova disconnessione totale del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) al «blocco energetico e al ripristino estremo del blocco degli Stati Uniti contro Cuba».

Castro rispose immediatamente: «Questo è falso miserabile… nel 2024, prima che Trump arrivasse alla Presidenza, il SEN collassò fino a cinque volte. La crisi che attraversa Cuba ha un unico responsabile… ed è il comunismo che tu difendi».

Fue allora che Tere Felipe ha attaccato l'attivista con un argomento che riproduce la linea ufficiale del Partito Comunista di Cuba: «Misero è che persone come questo tal Mag, cubano e pronto a giustificare politiche che danneggiano il 'proprio' popolo, giustifichino il regime di Trump».

Nel suo intervento, la portavoce ha cercato di sostenere la sua posizione con due esempi concreti.

Il primo: la compagnia di navigazione francese CMA CGM ha sospeso le sue operazioni di carico verso Cuba a metà maggio 2026, il che avrebbe lasciato trattenuti in Francia container con pezzi di ricambio essenziali per la Centrale Termoelettrica Antonio Guiteras, a Matanzas.

Il secondo: la divisione energetica di Alstom è stata acquisita dalla statunitense General Electric nel 2015, ponendo sotto la giurisdizione delle leggi statunitensi i progetti e i componenti del sistema termoeletttrico cubano costruito con quella tecnologia.

Ambedue le situazioni si sono verificate, in parte, come conseguenza dell'Ordine Esecutivo 14404 firmato da Donald Trump il 1° maggio 2026, che ha ampliato le sanzioni secondarie contro le aziende straniere che operano in settori strategici cubani, in particolare nel settore energetico.

La sospensione di CMA CGM e Hapag-Lloyd ha influenzato fino al 60% del traffico marittimo dell'isola.

Tuttavia, l'argomento di Tere Felipe omette un dato fondamentale che Castro aveva già evidenziato: i collassi del SEN sono iniziati molto prima di quelle sanzioni.

Il quarto blackout totale dell'anno è avvenuto venerdì, con un deficit storico di 2.341 MW e interruzioni di fino a 87 ore consecutive a Matanzas.

Il primo collasso totale del SEN si è registrato il 18 ottobre 2024, quando un guasto nella stessa Centrale Guiteras ha provocato la perdita di 1.640 MW, molto prima che Trump tornasse alla Casa Bianca.

Non è la prima volta che Tere Felipe difende pubblicamente il regime in questo dibattito.

Nel marzo del 2026 aveva già incolpato Trump dei black-out, suscitando critiche per aver minimizzato decenni di disinvestimento e cattiva gestione del governo cubano.

Questo sabato ha anche pubblicato che «il blocco esiste ed è crudele e disumano», raccontando il caso di medici di un pediatrico nel Cerro che, alle sei del mattino, rimanevano senza carburante per il generatore con cinque bambini in terapia.

Magdiel Jorge Castro è un giornalista, attivista e biologo cubano nato a Holguín nel 1994, esiliato in Spagna.

Nel dicembre del 2022, il governo di Luis Arce lo espulse dalla Bolivia con il pretesto di «alterazione dell'ordine pubblico» a causa delle sue opinioni sui social media, un'espulsione che il regime cubano celebrò in prima serata sulla televisione nazionale.

Tere Felipe ha chiuso la sua pubblicazione con un'affermazione che riassume la narrativa che il regime sta ripetendo da mesi: «Chi tenta di far credere che queste misure criminali colpiscano solo il governo cubano o che la crisi energetica sia colpa del governo, sta nascondendo una realtà evidente.

«Le conseguenze le paga il popolo, con più black-out, maggiore scarsità e un ulteriore deterioramento delle proprie condizioni di vita».

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