Simbolismo ¿involontario? dell'Istituto Cubano del Libro: Presentano il poemario «Migraciones» l'11J

L'Istituto Cubano del Libro ha presentato questo sabato il libro di poesia «Migraciones», di Luis Lorente, in occasione del quinto anniversario delle proteste dell'11 luglio. La coincidenza tra titolo e data colpisce profondamente. Dal 2021, oltre un milione di cubani hanno lasciato l'isola nell'esodo più massiccio della sua storia.



Presentazione del libro "Migraciones", di Luis LorenteFoto © FB/Istituto Cubano del Libro

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Il Instituto Cubano del Libro ha scelto questo sabato, quinto anniversario delle proteste del 11 luglio 2021, per presentare nella Plaza de Armas dell'Avana Vieja la raccolta di poesie «Migraciones», del poeta Luis Lorente, una coincidenza di titolo e data che attira fortemente l'attenzione.

La presentazione si è svolta nell'ambito del «Sabato del Libro», uno spazio culturale settimanale che l'ICL organizza abitualmente nella Calle de Madera del centro storico dell'Avana, senza connotazioni politiche esplicite.

Il panel era composto dagli scrittori Arturo Arango e Israel Domínguez, ed è stato condotto dalla direttrice della Editorial Letras Cubanas, Yanelis González, insieme all'autore stesso della raccolta di poesie. Erano anche presenti il presidente dell'ICL, Juan Rodríguez Cabrera, i premi nazionali per l'editoria Norberto Codina e Alex Pausides, e le scrittrici Charo Guerra e Leyla Leiva.

Il ICL stesso ha descritto la giornata come «una mattina nuvolosa nella umida Plaza de Armas del centro storico dell'Avana dove la poesia ha portato la chiarezza del sole assente». Luis Lorente (Cárdenas, 1948) è considerato una figura centrale della lirica cubana contemporanea, vincitore del Premio David di Poesia nel 1975 e del Premio Casa de las Américas nel 2004 e 2021.

Il poemario raccoglie circa cento poesie in quasi 300 pagine ed è stato pubblicato dalla Editorial Letras Cubanas, un’etichetta fondata nel 1977 che compirà mezzo secolo il prossimo 1 gennaio 2027. Lo scorso marzo, secondo quanto riportato dal ufficiale Granma, la direttrice di Letras Cubanas ha descritto l'opera come «il romanzo della vita di Luis attraverso la poesia».

Lo che ha trasformato l'evento in un argomento di discussione sui social è il carico simbolico della data: l'11 luglio 2021 ha segnato la maggiore ondata di proteste antigovernative a Cuba dal 1959, quando migliaia di cittadini sono scesi in strada in oltre 80 località chiedendo libertà con grida di «¡Patria y Vida!» e «¡Abajo la dictadura!».

La repressione è stata brutale: un manifestante, Diubis Laurencio Tejeda, è morto colpito da un proiettile a La Güinera e decine hanno subito ferite per mano delle forze repressive del regime; oltre 1.400 persone sono state detenute e centinaia hanno ricevuto condanne al carcere.

A cinque anni da quegli eventi, 338 persone rimangono incarcerate per reati legati all'11J, e Cuba registra più di 1.260 prigionieri politici secondo l'organizzazione Prisoners Defenders.

Il titolo «Migrazioni» risuona con particolare forza in questo contesto: dal 2021, oltre un milione di cubani hanno abbandonato l'isola nell'esodo più massiccio della sua storia, riducendo la popolazione effettiva da 11,3 milioni a tra 8,6 e 8,8 milioni di abitanti, secondo stime di ricerche indipendenti.

In 2025, i cubani superarono per la prima volta i venezuelani in richieste di rifugio in Brasile, con quasi 42.000 domande, il che illustra l'entità dello spostamento umano che l'11J ha contribuito a innescare.

In tal contesto risulta un'ironia che un'istituzione dello Stato cubano abbia presentato un libro intitolato precisamente «Migrazioni» nel giorno in cui si commemorano le proteste che, in buona parte, hanno accelerato quel fenomeno di esodo senza precedenti, senza che fosse chiaro se la coincidenza fosse voluta o semplicemente frutto del calendario abituale del «Sabato del Libro».

Este sabato, mentre l'ICL celebrava l'evento letterario a L'Avana Vecchia, l'organizzazione Cuban Freedom March convocava una marcia a Miami sotto lo slogan «Azioni, non parole» per commemorare il quinto anniversario del 11J e immaginare una Cuba che, in un futuro si spera non lontano, non soffra l'urgenza delle «migrazioni».

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