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Le manifestazioni dell'11 luglio 2021 sono state le più grandi contro la dittatura a Cuba da quando i Castro hanno preso il potere nel 1959. Alle 11.00 di quel giorno, già segnato nel calendario nazionale, Carlos Manuel Pupo ha convocato una protesta insieme al giovane Julián Manuel Mazola Beltrán dalla Chiesa di San Antonio de los Baños, a 30 km dalla capitale.
Eran e sono membri del PUNCLI, Partito Unione per una Cuba Libera, guidato dall'ex prigioniero politico ed ex guerrigliero Roberto Azcuy da Miami e in Cuba dallo stesso Pupo e da José Elías González Agüero e Moraima Rodríguez Batista, tra gli altri, promotori anche del Progetto Emilia del Dott. Oscar Elía Biscet.
Quel domenica i cubani sono scesi in strada anche in altre 40 città come Palma Soriano, Santiago di Cuba, L'Avana, Santa Clara, Camagüey, Holguín, Cárdenas e altre. La gente è scesa in strada, che prima "era di Fidel," gridando "Libertà" e "Patria e Vita" — riformulando lo slogan "Patria o Morte," che prima era di Fidel, esigendo la fine del regime.
Il burattino Miguel Díaz-Canel è intervenuto in TV: “Invitiamo tutti i rivoluzionari a scendere in strada... È stata data l'ordine di combattimento.” Con questa frase ha segnato il suo futuro. Non potrà più lavarsi le mani né il viso, poiché immediatamente ci sono stati morti. La repressione ha incluso anche il taglio di Internet e dei cellulari, poiché proprio l'ampio uso dei cellulari aveva facilitato la comunicazione in modo tale che un falò si è trasformato in incendio.
In prigione sono finiti più di 1.400, inclusi minori, e anni dopo quasi 700 erano ancora detenuti. Queste proteste, le maggiori dal Maleconazo del 1994, avrebbero superato in geografia e numero questa e qualsiasi altra, e questa volta i social media si sarebbero uniti ai mezzi di comunicazione tradizionali. Non c'era modo di coprire il sole con un dito.
La revulsione ora si sovrapponeva alla rivoluzione a causa delle immagini della brutalità poliziesca e delle berrette nere con manganelli, soprattutto contro i bambini nati nella rivoluzione che per la prima volta si esprimevano liberamente, potendo fin dalla giovane età soffrire sulla propria pelle ciò che i loro adulti vivevano già da tempo.
In questo contesto, la canzone “Patria y Vida” sarebbe il grido di questi bambini eroi. La canzone ha reso così nervoso il regime che arrestava le persone per averla riprodotta. Questa ha vinto due Latin Grammy per: Canzone dell'Anno e Miglior Canzone Urbana a Yotuel, Gente de Zona, Descemer Bueno, El Funky e Maykel Osorbo (è ancora oggi in prigione, questo membro del Movimento San Isidro).
La protesta si è nutrita di moltissime fonti: della fame di cibo e di libertà; della scarsità di beni di prima necessità e di opportunità per costruire progetti di vita; dei blackout e dei sogni; e della cattiva gestione del governo in generale e dell'epidemia di COVID-19 in particolare.
Oggi si aggiungono ulteriori motivi per un altro 11J: è finito il turismo, le aziende straniere se ne sono andate, non ci sono vie di fuga per emigrare né via aerea né via mare. Non c'è chi invii petrolio, non c'è chi viva. I rifiuti si accumulano, non così la speranza.
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