Cubani a Miami protestano davanti all'agenzia di spedizioni Cubamax nel quinto anniversario dell'11J

Gli esuli cubani hanno protestato questo sabato davanti a Cubamax a Hialeah in occasione del quinto anniversario dell'11J, accusando l'azienda di essere complice della dittatura.

Proteste davanti a CubamaxFoto © Facebook / Liliana Curra

Decine di membri dell'esilio cubano si sono radunati questo sabato di fronte alle strutture di Cubamax Travel a Hialeah, Florida, per protestare contro l'azienda nel quinto anniversario delle storiche proteste dell'11 luglio 2021 a Cuba.

La manifestazione, convocata dall'attivista Ariel Góngora e dal gruppo Exilio Unido Ya, è stata trasmessa in diretta su Facebook fin dalle prime ore del mattino, con partecipanti di diverse età, inclusi anziani e un giovane di 14 anni che, secondo Góngora, partecipa a queste proteste da quattro anni.

I manifestanti hanno esposto cartelli con gli slogan «#SOS Presos Políticos» e «Cuba Exige Libertà», oltre a striscioni che indicavano direttamente Giraldo Acosta, vicepresidente di Cubamax, come «complice della dittatura».

Góngora è stato categorico nel descrivere l'azienda: «I proprietari di Cubamax, Carlos Trujillo e Giraldo Acosta, sono prestanome della dittatura dei Castro», ha scritto in una pubblicazione su Facebook durante la giornata.

Durante la sua trasmissione in diretta ha aggiunto: «Questi sono i principali complici della dittatura. Sono quelli che sostengono i repressori, sono quelli che mantengono quella cupola al potere, vivendo come re.».

Captura di Facebook

La attivista Iliana Curra Lussón ha partecipato e documentato l'atto, descrivendolo come «pacifico ma energico». «Siamo qui come sempre a confrontare il comunismo, a confrontare i castristi e a confrontare gli alleati e complici del terrorismo a Cuba», ha dichiarato all'inizio della protesta.

Durante la manifestazione, Cubamax ha messo musica reggaetón ad alto volume, cosa che i manifestanti hanno interpretato come una tattica deliberata per soffocare i loro slogan.

«Oggi non hanno vergogna, un giorno come oggi a mettere musica reggaetón mentre noi siamo qui», ha dichiarato Góngora.

La Polizia di Hialeah è stata presente sul posto per tutta la giornata, senza che si segnalassero incidenti.

Le accuse contro Cubamax non sono nuove. Secondo una pubblicazione di  Diario de Cuba, la Banca Centrale di Cuba ha autorizzato formalmente Cubamax Travel Inc. a operare come gestore di rimesse sotto la supervisione del regolatore cubano. Inoltre, durante la pandemia di COVID-19, il regime ha concesso permessi speciali di volo quando gli aeroporti erano chiusi.

Nel giugno del 2024, il municipio di Hialeah ha approvato una risoluzione per impedire benefici alle attività legate al regime, in parte motivata da una richiesta di Cubamax per espandere i suoi locali.

L'azienda rifiuta categoricamente tutte queste accuse, affermando di essere una compagnia privata che «accorcia le distanze» con la comunità cubana.

Cattura di Facebook

Il quinto anniversario dell'11J arriva in un momento di massima repressione nell'isola. Cuba registra tra 1.281 e 1.306 prigionieri politici, un numero record che include 40 minorenni e 458 persone con malattie gravi.

L'indulto di aprile 2026, che ha liberato più di 2.000 detenuti, ha escluso esplicitamente i condannati per «reati contro l'autorità», la categoria utilizzata per criminalizzare i manifestanti dell'11J.

Góngora ha riferito nella sua trasmissione che diversi oppositori all'interno di Cuba erano stati assediati nelle loro case e minacciati la notte prima dell'anniversario.

In parallelo alla protesta di fronte a Cubamax, Marco Rubio ha chiesto la liberazione immediata dei prigionieri politici cubani e ha avvertito che gli Stati Uniti utilizzeranno «tutti gli strumenti» disponibili, mentre a Miami si teneva anche un evento di fronte al Parco del Domino in Calle Ocho e si segnalavano convocazioni simili a Tampa e Madrid.

«L'importante è che il popolo di Cuba e i prigionieri politici oggi si sentano protetti, con questo promemoria, con queste manifestazioni da parte nostra, dall'esilio nelle strade, che siamo con loro», ha concluso Góngora dalla periferia di Cubamax.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.