Un sketch umoristico pubblicato su Instagram dai comici cubani @alfredito_locura e @mirabalhumor, ha acceso il dibattito tra la diaspora cubana affrontando due personaggi femminili: una cubana residente in Spagna e l'altra a Miami, ciascuna a difesa della propria scelta con argomenti che migliaia di emigranti riconoscono come propri.
Il reel ha accumulato migliaia di like e centinaia di commenti, e il motivo del suo successo è semplice: tocca differenze reali tra due modelli di vita che dividono la comunità cubana all'estero.
La cubana in Spagna apre il fuoco con una domanda provocatoria: «Ragazza, che Miami è mai quella? Qui in Spagna puoi andare dove vuoi». La sua rivale a Miami non è da meno: «Ragazza, io qui a Miami anche per buttare la spazzatura vado in macchina».
Lo scambio sul costo del cibo riassume la differenza economica in una sola frase: «Qui con solo 3 euro fai colazione. Beh, e qui con 3 dollari puoi solo guardare la colazione».
La cubana in Spagna si vanta di jamón ibérico, paella la domenica e della metropolitana per spostarsi, sebbene il personaggio di Miami la interrompa con l'aria condizionata, il churrasco e la piscina del condominio. Ma il colpo più preciso arriva alla fine dello sketch, quando il contrasto lavorativo si palesa senza fronzoli: «Qui finisci di lavorare e ti disconnetti dal mondo», dice la cubana in Spagna. «Qui finisci di lavorare e inizi il secondo lavoro», aggiunge la cubana a Miami.
Quella ultima riga risuona con la realtà documentata di molti cubani a Miami, dove una stanza piccola può costare $1.600 al mese e gli appartamenti modesti superano i $2.000, in una contea che supera di oltre il 20% la media nazionale del costo della vita.
La Spagna non è neppure il paradiso senza difetti che descrive il personaggio del video. Il tasso di disoccupazione per gli immigrati è elevato, e l'80% dei cubani in quel paese guadagna meno di 1.500 euro al mese, mentre il 54% dei laureati lavora in posti al di sotto della propria qualifica.
I commenti al video riflettono questo dibattito con sfumature. Diversi utenti si dichiarano «Team Spagna» ma riconoscono che vivere in Europa richiede anche due stipendi per sopravvivere. Uno dei commenti più lunghi avverte: «Hai bisogno di due stipendi per sopravvivere e condividere un appartamento con qualcuno, perché da solo non si può (proprio come lì, negli Stati Uniti)».
Altri utenti con esperienza in entrambe le destinazioni cercano una sintesi: «Ho vissuto 15 anni a Miami e 8 in Svezia. Ovunque si vive bene se lo sai fare». E uno riassume la filosofia che sembra inclinare la bilancia verso l'Europa: «Si lavora per vivere. Non si vive per lavorare».
Hay chi porta il confronto ancora più lontano: «Fare soldi negli USA; vivere rilassato, anche senza soldi, solo in Spagna. Ognuno scelga ciò che preferisce». E chi ha riesaminato la sua permanenza a Miami dopo decenni: «Ho vissuto in Spagna per 30 anni e non scambierei gli USA con la Spagna neanche se mi pagassero. Quando andrò in pensione, sì, ma per l'Italia».
Tra tanto dibattito sui destini, un commento riassume l'unico punto di accordo unanime tra i cubani della diaspora: «Si vive meglio in qualsiasi luogo che non sia Cuba».
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