Un emigrante cubano conosciuto su TikTok come EduSodi ha commosso migliaia di persone condividendo lo sforzo che ha compiuto per mesi per installare un pannello solare a sua madre a Cuba, non potendo più sopportare di vederla soffrire per il caldo senza elettricità.
In un video pubblicato domenica su TikTok, il giovane racconta con emozione il processo che lo ha portato a prendere quella decisione: «Non sopportavo più di vedere mia madre con un ventaglio in mano a soffrire il caldo e la mia priorità in questo viaggio era risolverle quel problema».
EduSodi, che risiede fuori da Cuba, ha chiarito che l'installazione del pannello non è stata una spesa improvvisata, ma il risultato di un lungo periodo di risparmio e duro lavoro.
«Ho lavorato molto per poter installare un pannello solare, non è stato un lavoro di un mese, ma un lungo periodo di sudore e sacrificio per riuscire a mettere insieme tutto quel denaro», spiegò nel video.
L'obiettivo era concreto: permettere a sua madre di avere un po' di intrattenimento durante il giorno, cucinare con luce e, soprattutto, smettere di soffrire il caldo in mezzo ai blackout che soffocano l'isola.
«Alla fine ce l'ho fatta, grazie a Dio, più che orgoglioso mi sento tranquillo perché almeno di giorno, grazie a quel pannello, avrà un po' di intrattenimento, potrà cucinare con la luce e la cosa più importante è che non la vedrò più soffrire il caldo», ha affermato.
Il gesto di EduSodi riflette una tendenza che è diventata abituale tra la diáspora cubana che invia soluzioni energetiche alle proprie famiglie sull'isola, di fronte all'incapacità del regime di garantire l'elettricità.
Un caso simile è stato quello dell'emigrante Bety Yorja, che a giugno ha installato pannelli solari e batterie nella casa di sua madre con una frase che riassume la priorità di molti cubani all'estero: «Non avrò molti lussi perché lei è prima di tutto».
I kit solari privati a Cuba oscillano tra 1.500 e 6.000 dollari, una cifra inaccessibile per la maggior parte dei cubani, il cui stipendio medio equivale a soli 13 dollari mensili al tasso di cambio informale.
La crisi elettrica che vive Cuba nel 2026 è la più grave della sua storia recente. I blackout superano le 20 ore al giorno in media, lasciando i cittadini con appena una o due ore di corrente al giorno, secondo i dati del dossier di monitoraggio energetico.
Il deficit di generazione raggiunge tra 2.055 e 2.195 MW, con una capacità reale nelle ore di punta di appena 935-995 MW rispetto a una domanda di oltre 3.000 MW. Il caldo estremo dell'estate aggrava ulteriormente la situazione, trasformando la mancanza di elettricità in un problema di salute pubblica, especialmente per le persone anziane.
Anche se Cuba dispone di oltre 1.300 MW di energia solare installati, l'assenza di batterie di accumulo su scala nazionale impedisce di sfruttare questa capacità, rendendo le soluzioni individuali finanziate dalla diaspora l'unica reale garanzia di avere luce per molte famiglie.
EduSodi ha concluso il suo messaggio con una convinzione che ha risuonato tra coloro che lo hanno visto: «So che tanto sacrificio e spesa ne è valsa la pena».
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