Dramaturgo cubano: «Non meravigliatevi quando ci metteranno granchio al posto della lepre»

Il drammaturgo Irán Capote ha smontato con ironia l'intervista di USA Today con El Cangrejo, nipote di Raúl Castro, lo stesso giorno in cui Cuba ha subito un nuovo blackout totale.



Immagine di riferimento creata con Intelligenza ArtificialeFoto © ChatGPT

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Il drammaturgo cubano Irán Capote ha pubblicato questo lunedì una lunga riflessione sull'intervista concessa da Raúl Guillermo Rodríguez Castro, nipote di Raúl Castro e conosciuto come "El Cangrejo", a USA Today, mettendo in discussione sia il contenuto delle sue dichiarazioni sia il ruolo che ricopre all'interno del potere a Cuba.

La pubblicazione, ampiamente condivisa sui social media, è coincisa con il terzo collasso totale del Sistema Elettrico Nazionale (SEN) registrato quest'anno, un contrasto che Capote ha utilizzato per mettere in evidenza la distanza tra il discorso ufficiale e la realtà che vivono milioni di cubani.

Lo scrittore assicura di aver letto l'intervista "senza pregiudizi", ma alla fine ha trovato una successione di contraddizioni difficili da ignorare.

Le ha colpito in particolare che Rodríguez Castro affermasse di non essere mai stato interessato alla politica, nonostante si presenti come una figura capace di negoziare direttamente con il presidente statunitense Donald Trump e partecipare alle decisioni sul futuro del paese.

«Lo dice con tale leggerezza che non pensa al fatto che non si è mai immesso in politica perché lui stesso è l'immagine della politica che ci ha portati al disastro», scrisse.

Capote ha inoltre messo in discussione la legittimità con cui il nipote dell'ex mandatario appare proiettato come una figura decisiva per il futuro di Cuba.

«El Cangrejo, che non è stato votato né dalla circoscrizione, né dall'assemblea municipale, né dall'assemblea provinciale, né dall'Assemblea Nazionale né da alcun'altra assemblea esistente, ha tra le mani il futuro del nostro paese», ha affermato.

Il drammaturgo definì quella realtà come una "monarchia silenziosa", dove —a suo avviso— il potere e i privilegi si trasmettono tramite legami familiari e non per decisione dei cittadini.

Ha anche ironizzato sull'immagine che proietta Rodríguez Castro nell'intervista, dove appare vestito con abiti e scarpe di design e mostra una catena d'oro con le iniziali di Fidel e Raúl Castro.

«El Cangrejo, che presume del suo diritto di avere il futuro del paese per appartenere alla monarchia silenziosa, esce dalla caverna in cui è rimasto nascosto per tutta la vita per confermare, con la bellezza dei suoi occhi azzurri, le sue scarpe Hermès e i suoi abiti di stilista, che questo paese è per arricchire pochi», scrisse.

In questo contesto, l'immagine di un erede del potere circondato da privilegi ha generato numerose reazioni sui social media.

Tra di esse spiccava quella del comico Ulises Toirac, che ha messo in discussione il concetto di "Rivoluzione" utilizzato da Rodríguez Castro per giustificare un eventuale ruolo politico.

«Qual è la Rivoluzione che decide chi deve fare un passo avanti e chi indietro?», scrisse.

Migliaia di utenti hanno commentato l'intervista con messaggi che riflettevano il malessere sociale, tra cui: «Che viva un mese come noi».

Capote, a quien la UNEAC di Pinar del Río ha impedito di occupare una posizione docente nel 2022 per motivi che ha definito ideologici, ha concluso la sua riflessione con la frase che è diventata la più condivisa della sua pubblicazione: «Non meravigliatevi quando ci metteranno granchio al posto della lepre».

E concluse, con sarcasmo: «Affinché tutti i bambini abbiano scarpe Hermès».

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