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Il governo venezuelano ha ordinato il ritorno nelle aule per questo lunedì nelle zone non colpite dai terremoti del 24 giugno, una decisione che la Federazione Venezolana de Maestros ha categoricamente rifiutato, considerandola una minaccia diretta alla vita di studenti e docenti, come riportato da l'agenzia EFE.
Il Ministero del Potere Popolare per l'Istruzione ha annunciato venerdì che le lezioni riprenderanno il 6 luglio negli stati e nelle istituzioni la cui infrastruttura non presenta danni visibili, mentre rimarranno sospese nei comuni di Aragua, Caracas, Miranda, Baruta, Sucre, Carabobo, Falcón e La Guaira.
La Federazione Venezolana dei Maestri (FVM) ha risposto con un comunicato in cui ha richiesto che «non si obblighi al riavvio né alla continuazione delle attività scolastiche senza una adeguata valutazione tecnica, strutturale e patologica degli edifici».
Il sindacato degli insegnanti ha qualificato come irrazionale riprendere le attività in spazi privi di certificazione formale di abitabilità rilasciata da ingegneri, tecnici e organismi di protezione civile, avvertendo che tale decisione «mette in imminente pericolo i bambini, le bambine, gli adolescenti e il personale docente».
La FVM è andata oltre e ha avvertito che, qualora si verificasse qualche contingenza nei centri educativi in funzionamento, «la responsabilità legale, civile e penale ricadrà direttamente sul Ministro dell'Istruzione e sulle autorità che hanno forzato il ritorno in aula senza le dovute garanzie».
Il contesto della disputa è di estrema gravità: il doppio terremoto del 24 giugno —con magnitudo di 7,2 e 7,5 ed epicentro vicino a Morón, nello stato di Yaracuy— è l'evento sismico più potente registrato in Venezuela dal 1900, con un bilancio ufficiale di 3.342 morti e 16.740 feriti.
La ONU stima fino a 50.000 dispersi e 6,76 milioni di persone colpite, mentre UNICEF ha avvertito che più di 680.000 bambini necessitano di assistenza umanitaria urgente.
Più di 432 scuole del Distretto Capitale sono state danneggiate, e il rischio strutturale latente è emerso chiaramente venerdì quando è parzialmente crollato il Colegio Agustiniano San Judas Tadeo a La Pastora, Caracas, nove giorni dopo i terremoti, danneggiando abitazioni adiacenti e lasciando almeno un ferito.
La NASA ha identificato fino a 58.870 edifici potenzialmente danneggiati o distrutti nella regione colpita, e il PNUD ha stimato i danni diretti in 6.700 milioni di dollari, equivalente al 6% del PIL venezuelano.
La FVM ha anche denunciato che la modifica unilaterale del calendario scolastico viola gli articoli 54 e 56 della legge educativa e compromette i diritti lavorativi di docenti, personale amministrativo e operai.
Il sindacato ha respinto l'idea che la risposta dello Stato «si limiti a un aggiustamento tecnico e amministrativo del calendario scolastico» e ha sottolineato che «la crisi attuale trascende le chiusure di atti e le pianificazioni di aula, è un problema di sicurezza nazionale e di preservazione della vita».
L'anno scolastico 2025-2026 è previsto per concludersi il 31 luglio, con un terzo periodo che termina il 17 di quel mese, il che lascia soltanto poche settimane affinché il governo e gli insegnanti risolvano una disputa in cui è in gioco la sicurezza di centinaia di migliaia di bambini.
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