Cinque arrestati per furto di olio dielettrico in una stazione di pompaggio a Guantánamo

Cinque arresti dopo il furto di 110 litri di olio dielettrico in una stazione di pompaggio a Guantánamo, che ha lasciato la comunità senza acqua.



Poliziotti di Guantánamo (Immagine di riferimento)Foto © Facebook / Guantánamo e la sua Verità

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Cinque persone rimangono detenute dopo il furto di 110 litri di olio dielettrico da due dei tre trasformatori della Stazione di Pompaggio «La Indiana», nel comune di El Salvador, Guantánamo, un fatto che ha influenzato direttamente l'approvvigionamento idrico della comunità, secondo quanto riportato dal profilo ufficiale di Facebook  «Guantánamo y su Verdad».

La Polizia ha inizialmente arrestato tre individui identificati come autori materiali del furto.

Poco dopo, l'indagine portò a due ricettatori collegati a un camion del settore privato, ai quali i ladri avevano venduto 80 litri dell'olio sottratto per 120.000 pesos cubani.

La rapida risoluzione del caso è stata possibile grazie alle informazioni fornite dai vicini e da uno specialista dell'azienda elettrica, la cui identità non è stata rivelata.

Secondo la fonte, «le informazioni fornite dalla comunità sono state decisive per chiarire rapidamente il caso e risalire agli autori materiali».

Captura di Facebook / Guantánamo e la sua Verità

Il Direttore dell'Impresa Elettrica di Guantánamo, Joaquín Díaz, ha confermato che i danni al sistema di pompaggio sono stati una conseguenza diretta del furto, il che ha aggravato ulteriormente la già critica situazione idrica del comune di El Salvador, dove oltre 15.000 abitanti non hanno accesso diretto all'acqua a causa di 15 stazioni di pompaggio non operative e i cicli di distribuzione tramite autobotti possono estendersi fino a 25 giorni.

L'olio dielettrico, indispensabile per il funzionamento e il raffreddamento dei trasformatori elettrici, è diventato una merce ambita nel mercato nero cubano, dove viene rivenduto come combustibile sostitutivo per trattori e macchinari agricoli a prezzi che vanno da 600 a oltre 1.000 pesi al litro.

Questa dinamica ha scatenato una epidemia di furti di olio dielettrico in tutta l'Isola nel 2025 e 2026, alimentata dalla crisi energetica e dalla scarsità di combustibili.

Tra i casi più gravi registrati quest'anno figura il furto nel Santuario Nazionale della Vergine della Carità del Cobre, a Santiago di Cuba, che ha lasciato senza elettricità il tempio e il suo ospizio, e il furto di 600 litri ad Amancio, Las Tunas, che ha privato di elettricità il 40 % di quel comune e ha colpito quasi 5.000 clienti.

Di fronte alla proliferazione di questi reati, il regime cubano ha inasprito la sua risposta giudiziaria.

Il Dictamen 475/2025 del Tribunal Supremo Popolare qualifica il furto di olio dielettrico come sabotaggio al Sistema Elettroenergetico Nazionale, con pene che vanno da sette a 30 anni di reclusione, ergastolo o pena di morte in caso di circostanze aggravanti. Il 100 % delle persone giudicate per questo reato nel 2025 e nel primo trimestre del 2026 ha ricevuto condanne superiori a 10 anni.

Nonostante le minacce di carcere, i furti non si fermano. Cuba affronta un deficit elettrico superiore ai 2.000 MW, con appena 1.015 MW disponibili rispetto a una domanda di 3.150 MW, secondo i dati del 27 giugno, una crisi strutturale che spinge sempre più persone a cercare nel mercato nero ciò che lo Stato non può garantire.

Il Primo Segretario del Comitato Provinciale del Partito Comunista a Guantánamo, Yoel Pérez García, ha avvertito che «a Guantánamo non ci sarà impunità» per i reati legati alla contingenza elettroenergetica, una dichiarazione che contrasta con la realtà di una provincia in cui oltre 180.000 abitanti soffrono per le carenze nella distribuzione dell'acqua e l'infrastruttura elettrica continua a deteriorarsi.

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