Così è stato il messaggio di Marco Rubio per il 250° anniversario della fondazione degli Stati Uniti

Marco Rubio ha diffuso un messaggio per il 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti, appellandosi all'eccezionalismo americano e invitando gli alleati globali a celebrare la libertà.



Marco Rubio (Immagine di riferimento)Foto © YouTube/Screenshot-Settore Statunitense

Il Segretario di Stato Marco Rubio ha diffuso questo sabato un messaggio video rivolto agli alleati e alle ambasciate di tutto il mondo in occasione del 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti, appellandosi all'eccezionalismo americano, alla fede e al carattere unico del popolo americano come fondamenta della nazione.

Il messaggio è stato condiviso dalle rappresentanze diplomatiche degli Stati Uniti in vari paesi con l'etichetta #Freedom250, nell'ambito delle celebrazioni del semiquingentinario organizzate dall'amministrazione Trump.

Più di parole su un foglio

Rubio ha aperto il suo discorso rifiutando qualsiasi visione riduttiva della nazione, e identificando -come è consueto negli Stati Uniti- il termine «America» con il paese statunitense.

«L'America non è mai stata solo una proposizione. È sempre stata una civiltà reale e vivente, una nazione unica e distinta, diversa da qualsiasi altra nazione o popolo nella storia del mondo», affermò.

Il capo della diplomazia statunitense ha sottolineato che la libertà non può sostenersi unicamente su documenti scritti:

«I nostri fondatori sapevano che la libertà non era un'astrazione fluttuante sulla storia. Sapevano che le promesse su un pergameno da sole non potevano liberare una nazione».

In questa stessa direzione, ha lanciato un avvertimento ai regimi che invocano diritti senza garantirli:

«Molti stati falliti e regimi tirannici hanno preso in prestito le parole di diritti e libertà. Ma una costituzione è forte quanto le persone a cui appartiene.»

Lo spirito di frontiera come principio nazionale

Un altro asse centrale del messaggio è stata l'idea che gli Stati Uniti sono, per natura, una nazione di frontiera, non solo in senso geografico ma come principio di vita collettiva.

«Siamo un popolo nato ai confini del mondo conosciuto», ha affermato Rubio, tracciando una linea che va «dai laboriosi pionieri del Cammino di Oregón agli astronauti che trascendono i confini della Terra stessa».

Per il segretario di Stato, questo impulso di costante superamento definisce la nazione: «L'America ha fatto della frontiera un principio della vita nazionale».

Fe, eccezionalismo e chiamata globale

Rubio ha concluso il suo intervento con una dichiarazione di fede e un appello esplicito alla comunità internazionale:

«L'America è una nazione eccezionale perché siamo un popolo eccezionale. Con la grazia di Dio, continueremo a esserlo nei prossimi 250 anni.»

A seguire, convocò gli alleati di Washington a unirsi alla commemorazione:

«Chiedo ai nostri alleati e alle ambasciate di tutto il mondo di unirsi a noi per celebrare i principi americani della vita, della libertà e della ricerca della felicità. Buon Giorno dell'Indipendenza! E che Dio benedica gli Stati Uniti d'America.»

Il messaggio si inserisce nelle celebrazioni del «Salute to America 250», l'evento centrale nel National Mall di Washington D.C. con oltre un milione di partecipanti previsti e uno spettacolo di 860.000 effetti pirotecnici in 40 minuti.

La notte precedente, il presidente Donald Trump ha pronunciato un appassionato discorso al Monte Rushmore, dove ha proclamato che gli Stati Uniti sono «la nazione più di successo, più realizzata e più eccezionale che sia mai esistita nella storia dell'umanità».

In quello stesso discorso, Trump ha definito il comunismo come la maggiore minaccia storica per il paese, addirittura superiore alle due guerre mondiali o all'11 settembre.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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