Il segretario di Stato Marco Rubio ha diffuso sabato un messaggio video rivolto agli alleati e alle ambasciate di tutto il mondo in occasione del 250° anniversario dell'indipendenza degli Stati Uniti, richiamando l'eccezionalismo americano, la fede e il carattere unico del popolo statunitense come pilastri della nazione.
Il messaggio è stato condiviso dalle rappresentanze diplomatiche degli Stati Uniti in diversi paesi con l'etichetta #Freedom250, nell'ambito delle celebrazioni del semiquingentenario organizzate dall'amministrazione Trump.
Più che parole su un foglio
Rubio ha aperto il suo discorso rifiutando qualsiasi visione riduzionista della nazione, identificando -come è consueto negli Stati Uniti- il termine «America» con il paese statunitense.
«L'America non è mai stata solo una proposizione. È sempre stata una civiltà reale e viva, una nazione unica e distinta, diversa da qualsiasi altra nazione o popolo nella storia del mondo», ha affermato.
Il capo della diplomazia statunitense ha sottolineato che la libertà non può basarsi esclusivamente su documenti scritti:
«I nostri fondatori sapevano che la libertà non era un'astrazione fluttuante nella storia. Sapevano che le promesse su un pergameno da sole non potevano liberare una nazione.»
In quella stessa direzione, ha lanciato un avvertimento ai regimi che invocano diritti senza garantirli:
«Molti stati falliti e regimi tirannici hanno preso in prestito le parole di diritti e libertà. Ma una costituzione è forte quanto le persone a cui appartiene.»
Lo spirito di frontiera come principio nazionale
Un altro concetto centrale del messaggio è stata l'idea che gli Stati Uniti sono, per natura, una nazione di confine, non solo in senso geografico ma anche come principio di vita collettiva.
«Siamo un popolo nato al confine del mondo conosciuto», ha affermato Rubio, tracciando una linea che va «dai pionieri instancabili del Cammino dell'Oregon agli astronauti che trascendono i confini della stessa Terra».
Per il segretario di Stato, questo impulso di continua realizzazione definisce la nazione: «L'America ha fatto della frontiera un principio della vita nazionale».
Fede, eccezionalismo e chiamata globale
Rubio ha concluso il suo intervento con una dichiarazione di fede e un appello esplicito alla comunità internazionale:
«L'America è una nazione eccezionale perché siamo un popolo eccezionale. Con la grazia di Dio, continueremo a esserlo nei prossimi 250 anni.»
A seguire, convocò gli alleati di Washington a unirsi alla commemorazione:
«Chiedo ai nostri alleati e ambasciate in tutto il mondo di unirsi a noi per celebrare i principi americani della vita, della libertà e della ricerca della felicità. Buon Giorno dell'Indipendenza! E che Dio benedica gli Stati Uniti d'America.»
Il messaggio si inserisce nelle celebrazioni del «Salute to America 250», l'evento principale al National Mall di Washington D.C. con oltre un milione di partecipanti previsti e uno spettacolo di 860.000 effetti pirotecnici in 40 minuti.
La notte precedente, il presidente Donald Trump ha pronunciato un appassionato discorso al Monte Rushmore in cui ha proclamato che gli Stati Uniti sono «la nazione più di successo, più realizzata e più eccezionale che sia mai esistita nella storia dell'umanità».
In quel medesimo discorso, Trump qualificò il comunismo come la maggiore minaccia storica per il paese, persino superiore alle due guerre mondiali o all'11 settembre.
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