"Qualsiasi minaccia va presa sul serio": Bruno Rodríguez sfida gli Stati Uniti.

Il cancelliere Bruno Rodríguez ha avvertito che Cuba si sta preparando per una possibile aggressione militare da parte degli Stati Uniti e ha riconosciuto che le conversazioni diplomatiche non stanno progredendo.



Bruno RodríguezFoto © Captura de video/CNN

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Il cancelliere cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha avvertito questo mercoledì che Cuba si sta preparando militarmente di fronte alla possibilità di un'aggressione statunitense, mentre ha riconosciuto che i colloqui diplomatici bilaterali «non mostrano progresso».

Le dichiarazioni sono state rilasciate in un intervista con CNN en Español all'Avana, durante la quale il capo della diplomazia del regime ha affrontato l'escalation delle tensioni con Washington, la crisi energetica e le minacce del presidente Donald Trump.

Rodríguez ha risposto direttamente alle parole di Trump —che ha affermato che «una volta finita con l'Iran, arriva Cuba»— con una miscela di sfida e avvertimento: «Certo che ogni minaccia va presa sul serio e per questo ci prepariamo a difendere la nostra indipendenza e la nostra sovranità in caso di aggressione, ma agiràmo sempre soltanto in legittima difesa».

Il cancelliere ha definito «ridicolo» l'idea che Cuba rappresenti una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, ma non ha escluso lo scenario bellico: «Un'aggressione militare contro Cuba dovrà essere rispondere con tutta la nostra forza dal nostro Stato, da tutto il nostro popolo. Sarà un bagno di sangue. Moriranno migliaia e migliaia di cubani e moriranno anche giovani americani portati in una guerra che non è la loro e che non avrebbe alcun senso».

Le tensioni si sono intensificate da quando il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha visitato la Base Navale di Guantánamo il 10 giugno, lanciando avvertimenti diretti a L'Avana: «Non minacciate gli americani... scoprirete molto rapidamente le conseguenze».

Informazioni di intelligence trapelate ai media statunitensi nel maggio 2026 hanno segnalato che Cuba avrebbe acquisito più di 300 droni militari provenienti da Russia e Iran, con possibili piani di utilizzo contro strutture a Guantánamo e Key West.

Riguardo alla crisi energetica che colpisce la popolazione cubana, Rodríguez ha riconosciuto che «la situazione è dolorosa», sebbene abbia escluso che possa essere paragonata alla pandemia. Ha attribuito il collasso elettrico a quello che ha definito un «cerco energetico» che, secondo lui, «equivale praticamente a un blocco navale»: «Il governo degli Stati Uniti ha impedito l'entrata a Cuba di rifornimenti di carburante da 7 mesi».

La isla soffre di blackout fino a 2.100 MW di deficit elettrico in questo momento, con interruzioni che colpiscono oltre il 55% del territorio per un massimo di 22 ore al giorno.

Il deficit record ha raggiunto i 2.208 MW il 25 giugno. La situazione è peggiorata dopo l'Ordine Esecutivo 14380, firmato da Trump il 29 gennaio 2026, che ha ridotto le importazioni di combustibile tra l'80% e il 90%, e dopo la sospensione delle forniture venezuelane —tra 26.000 e 35.000 barili al giorno— dal 3 gennaio di quell'anno.

In ambito diplomatico, Rodríguez ha denunciato una «contraddizione flagrante» tra il tono dei negoziatori statunitensi nei colloqui riservati —iniziati formalmente il 13 marzo 2026— e il comportamento pubblico del segretario di Stato Marco Rubio e del governo di Trump.

Nonostante ciò, ha affermato che Cuba mantiene la sua disponibilità al dialogo e collabora con Washington in aree come il narcotraffico, il terrorismo e la tratta di esseri umani.

Rodríguez ha anche denunciato un recente tentativo di infiltrazione: «Negli Stati Uniti si instigano ancora oggi, con impunità, azioni terroristiche e violente a Cuba, come è accaduto di recente con il tentativo di penetrazione di un comando con armamento da guerra ed esplosivi ad alto potere che ha cercato di entrare nel nostro paese proveniente da quel territorio».

Cuba ha convocato una sessione straordinaria dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il prossimo 7 luglio, sotto il Tema 38, per denunciare l'embargo e il blocco energetico, che il regime qualifica come «crimine contro l'umanità» e «atto di punizione collettiva».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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