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Il Segretario di Stato degli Stati Uniti, Marco Rubio, ha rilasciato questo martedì una dichiarazione ufficiale dal Dipartimento di Stato per congratularsi con Keiko Fujimori per la sua vittoria alle elezioni presidenziali del Perù.
«Gli Stati Uniti congratulano la presidente eletta Keiko Fujimori del Perù per la sua importante vittoria elettorale», ha dichiarato Rubio nel comunicato, nel quale ha anche anticipato che l'amministrazione Trump si aspetta di «approfondire la collaborazione con il governo eletto per avanzare nella cooperazione in materia di sicurezza e rafforzare la cooperazione bilaterale in investimenti e commercio nella nostra regione».
La felicitazione arriva un giorno dopo che l'Ufficio Nazionale dei Processi Elettorali (ONPE) ha completato il conteggio ufficiale al 100% delle schede, lunedì, 22 giorni dopo il secondo turno svoltosi il 7 giugno.
Fujimori, di 51 anni e leader del partito di destra Fuerza Popular, ha ottenuto il 50,135% dei voti validi, che equivalgono a 9,223,396 suffragi, rispetto ai 9,173,755 del suo avversario di sinistra Roberto Sánchez Palomino, di Juntos por el Perú.
La differenza finale è stata di appena 49.641 voti, un margine stretto che rende questa elezione una delle più contese della recente storia peruviana.
Il fattore determinante è stato il voto dei peruviani all'estero: Fujimori ha prevalso con il 63,2% in quella fascia e ha accumulato un vantaggio di 81.655 voti fuori dal paese, sufficiente a ribaltare i 32.014 voti che Sánchez gli ha strappato all'interno del territorio peruviano.
Sánchez ha denunciato quello che ha definito come «frode in corso», sostenendo che i verbali consolari di 119 uffici all'estero non sono stati digitalizzati immediatamente dopo il voto e ha annunciato che non riconoscerà un eventuale governo di Fujimori.
In quel contesto di disputa post-elettorale, i complimenti di Rubio rafforzano il riconoscimento internazionale della vittoria fujimorista e segnano il tono della relazione bilaterale che Washington si aspetta di costruire con Lima.
La vittoria di Keiko Fujimori è la culminazione di quattro candidature presidenziali consecutive: ha perso al secondo turno nel 2011 contro Ollanta Humala, nel 2016 contro Pedro Pablo Kuczynski e nel 2021 contro Pedro Castillo per meno di 44.000 voti.
Con questo trionfo, Fujimori diventa la prima donna eletta presidente del Peru con voto popolare, un riconoscimento che non si applica a Dina Boluarte, giunta al suo incarico nel 2022 per successione costituzionale.
La vittoria del fujimorismo si verifica meno di due anni dopo la morte di Alberto Fujimori, l'11 settembre 2024, il quale ha governato il Perù tra il 1990 e il 2000 in un periodo caratterizzato sia dalla stabilizzazione economica sia da gravi violazioni dei diritti umani.
La relazione tra Washington e Lima sotto l'amministrazione Trump è caratterizzata dalla preoccupazione per l'influenza cinese nella regione, in particolare per il porto di Chancay, costruito dall'azienda cinese Cosco Shipping Ports, e per l'agenda di sicurezza e narcotraffico.
Secondo quanto confermato dall'ambasciatore peruviano negli Stati Uniti, Alfredo Ferrero, a giugno del 2026, Rubio prevede di visitare il Perù prima della fine dell'anno, il che potrebbe essere uno dei primi gesti concreti della nuova fase bilaterale.
Fujimori assumerà la presidenza il 28 luglio 2026 per il periodo 2026-2031, una volta che il Giurì Nazionale delle Elezioni gli consegnerà formalmente le credenziali, atto previsto per il 2 luglio.
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