L'avvocato Julio Pellitero, del team Gowper, con uffici in Spagna e negli Stati Uniti, avverte che i politici spagnoli stanno mescolando deliberatamente due questioni distinte: i diritti acquisiti dai nuovi cittadini spagnoli ai sensi della Legge dei Nipoti e il sospetto di frode elettorale sul voto estero, una polemica che potrebbe danneggiare ingiustamente i cubani di origine spagnola.
In un'intervista con Tania Costa, su CiberCuba, Pellitero è stato categorico: «Qui ci sono due questioni fondamentali che ovviamente i politici stanno cercando di mescolare». La prima è che i diritti di coloro che hanno ottenuto la nazionalità spagnola sotto la Legge di Memoria Democratica sono legalmente consacrati e non possono essere revocati. La seconda è che la frode elettorale con il voto all'estero è un problema reale, ma completamente separato.
Secondo quanto spiegato dall'avvocato, «i diritti dei nuovi spagnoli secondo la Legge sulla Memoria Democratica sono consacrati. Perché? Perché si basano su una legge che ha già seguito il suo corso legale». E ha aggiunto: «Non può arrivare ora una legge del Congresso che ribalti una situazione, perché sarebbe fondamentalmente incostituzionale. Sono diritti già stabiliti».
Pellitero ha ricordato che la Legge sulla Memoria Democratica è la seconda versione della Legge sulla Memoria Storica del 2007, «grazie alla quale centinaia di migliaia di persone di diverse nazionalità sono diventate nuovi spagnoli». Il termine per avvalersi di questa normativa è scaduto definitivamente il 22 ottobre 2025, con oltre 350,000 cubani che hanno avviato pratiche e 137,700 pratiche accumulate nel Consolato di Spagna a L'Avana.
Sul frode elettorale, l'avvocato ha riconosciuto che è una realtà, ma ha sottolineato che non deve essere confusa con la legittimità dei nuovi cittadini. «Il frode elettorale è una realtà. Non deve necessariamente contraddire il fatto che le persone che hanno fatto richiesta secondo la Legge sulla Memoria Democratica siano spagnoli a pieno titolo». Ha inoltre osservato che «il frode si concentra proprio in quei luoghi dove è più complicato», citando Cuba e Argentina come esempi.
Per parte sua, il suo collega Reimel Ariosa ha incentrato la sua spiegazione sul meccanismo tecnico che alimenta la polemica. Secondo la sua opinione, il problema ha origine dal fatto che i consolati spagnoli richiedono ai neocittadini di registrarsi presso il registro consolare per ottenere il passaporto, il che li registra automaticamente nel censimento CERA —il Censimento Elettorale dei Residenti Assenti— e li abilita a votare.
Per Ariosa, la chiave sta in chi progetta quell'accesso. «L'intenzione potrebbe non risiedere nell'elettore, ma in colui che ti offre la possibilità di accedere a votare».
La polemica si è intensificata questo 30 giugno quando Vox ha richiesto alla Junta Electoral Central l'audit e la sospensione delle iscrizioni massicce nel CERA, il divieto di voto per corrispondenza dall'estero e l'annullamento dell'istruzione della Legge sui Nipoti, accusando il PSOE di «ingegneria elettorale» per fabbricare elettori.
Il partito di Santiago Abascal ha anche segnalato che il Governo di Spagna ha firmato nel gennaio 2025 un contratto di 1,13 milioni di euro con il Gruppo Imprenditoriale Palco —azienda statale cubana legata al conglomerato militare GAESA, sanzionato dagli Stati Uniti dal maggio 2026— per gestire le richieste presso il Consolato dell'Avana.
Il censimento CERA si avvicina ai 3 milioni di iscritti, sebbene la partecipazione storica al voto dall'estero sia sempre stata bassa: appena il 10% alle ultime elezioni generali, rispetto al 6,85% del 2019. Questa crescita sostenuta è proprio ciò che ha scatenato la guerra politica in Spagna riguardo alla legge e al voto dall'estero.
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