Díaz-Canel chiarisce che l'obiettivo del regime è mantenere la Rivoluzione nonostante il deterioramento del paese

Díaz-Canel ha dichiarato nel Consiglio dei Ministri che le riforme economiche mirano a «salvare la Rivoluzione», rivelando che il sistema, e non il popolo, è la priorità del regime.



Miguel Díaz-CanelFoto © Presidenza Cuba

«Si tratta, soprattutto, di salvare la Rivoluzione». Con questa frase, pronunciata martedì durante una riunione del Consiglio dei Ministri, Miguel Díaz-Canel ha posto la preservazione del progetto politico cubano come obiettivo centrale delle 176 trasformazioni economiche e sociali approvate dal regime per affrontare la profonda crisi che attraversa il paese.

La dichiarazione, pubblicata dal sito ufficiale della Presidenza, è stata rilasciata durante la presentazione del piano d'azione per attuare il pacchetto di riforme annunciato a giugno e offre una delle definizioni più esplicite del governo sulle priorità che guidano questa nuova fase economica.

En il suo intervento, Díaz-Canel ha nuovamente attribuito le difficoltà del paese all'embargo statunitense, che ha definito «il blocco più prolungato della storia dell'umanità», e ha presentato le riforme come parte della strategia per preservare il sistema socialista.

Il governante ha esortato ad affrontare l'attuale scenario «senza resa, con intelligenza, fermezza ideologica, responsabilità, unità, coraggio e audacia» e ha chiamato ad applicare «tutte le categorie del concetto di Rivoluzione di Fidel» per difendere le trasformazioni approvate.

Sebbene abbia fatto riferimento alla necessità di «migliorare la situazione di coloro che sono in maggiore vulnerabilità», ha collegato questo obiettivo alla difesa del modello socialista e alla continuità del processo rivoluzionario.

La riunione è stata presieduta dal primo ministro Manuel Marrero Cruz, il quale ha spiegato alcune delle prime misure che inizieranno ad essere attuate. Tra queste figurano la decentralizzazione delle fissazioni dei prezzi all’ingrosso e al dettaglio, nuovi poteri per le imprese statali, la possibilità per le piccole e medie imprese di superare il limite di 100 lavoratori e l’autorizzazione affinché una persona fisica possa essere proprietaria di più di un’impresa privata.

Il pacchetto di 176 trasformazioni, organizzato in 23 assi, è stato presentato il 12 giugno scorso e successivamente ratificato dall'Assemblea Nazionale il 19 giugno. Secondo il Governo, durante il processo di consultazione sono state ricevute 673 proposte, delle quali è stato accettato il 79 %.

Noostante, lo stesso Marrero ha riconosciuto di fronte al Parlamento che l'implementazione delle misure presenta importanti sfide. Tra queste ha menzionato l'impatto della dollaroizzazione parziale dell'economia, l'eliminazione graduale dei sussidi, le limitazioni nel decentralizzare le decisioni senza rafforzare le capacità locali e la liberazione dei prezzi agricoli in un contesto di bassa produzione.

Le dichiarazioni di Díaz-Canel avvengono in un contesto di crisi economica che continua a deteriorarsi. La Commissione Economica per l'America Latina e i Caraibi (CEPAL) prevede una contrazione del PIL cubano del 6,5% nel 2026, mentre i deficit nella generazione elettrica hanno superato i 2.000 MW nelle ultime settimane, con blackout che interessano simultaneamente più della metà del paese. A questo si aggiunge un salario minimo di 3.210 pesos cubani, equivalente a circa 4,65 dollari secondo il tasso di cambio del mercato informale.

Il deterioramento delle condizioni di vita si riflette anche nella migrazione. Tra il 2021 e il 2024, circa 1,79 milioni di cubani hanno lasciato l'isola e, nel 2026, il flusso migratorio continua verso paesi come il Brasile e l'Uruguay, tra le altre destinazioni.

Le parole pronunciate questo martedì contrastano con un altro messaggio offerto dallo stesso Díaz-Canel appena tre giorni prima, durante il XXII Congresso della Central de Trabajadores de Cuba, quando ha affermato che «il potere è del popolo, non dei ricchi né dei borghesi», in un contesto segnato da prolungati blackout, scarsità di cibo e una perdita costante del potere d'acquisto dei salari.

Archiviato in:

Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.