I soccorritori spagnoli di Usar13 non sono riusciti a viaggiare in Venezuela a causa di ostacoli burocratici

Il team spagnolo Usar13 ha annunciato questo sabato di non essere riuscito a viaggiare in Venezuela per fornire aiuto dopo i terremoti del 24 giugno. L'organizzazione ha citato ostacoli non specificati che hanno colpito anche altri team internazionali. Il caso potrebbe evidenziare le difficoltà incontrate dal regime di Maduro nei confronti delle ONG civili indipendenti in mezzo a una catastrofe con oltre 1.430 morti.



Rescattatori di Usar13Foto © FB/Usar13

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Il team spagnolo di ricerca e soccorso Usar13 ha annunciato questo sabato di non essere riuscito a spostarsi in Venezuela per partecipare alle operazioni di aiuto dopo i devastanti terremoti del 24 giugno, e ha deciso di tornare a casa di fronte alla prospettiva che gli ostacoli che impediscono il suo viaggio si protrarranno nel tempo.

A través de i loro social media, l'organizzazione ha comunicato: «Per vari motivi, Usar13 non può volare, così come molti altri team, e visto che questa situazione si protraeperà nel tempo, abbiamo deciso di tornare a casa».

Captura di FB/Usar13

Il messaggio, carico di frustrazione, aggiungeva: «Ce ne andiamo con grande dispiacere per non essere riusciti ad aiutare e a dare il nostro piccolo contributo al popolo venezuelano. Grazie a tutti coloro che ci avete sostenuto in questo cammino».

Usar13 è unassociazione umanitaria indipendente, privata e senza scopo di lucro con sede a La Nucía (Alicante), fondata nel 2013 e specializzata nella ricerca e nel salvataggio urbano con cani. L'organizzazione ha partecipato a missioni internazionali precedenti, tra cui il terremoto in Turchia nel 2023 e la DANA di Valencia nel 2024.

L'organizzazione non ha specificato la natura esatta degli ostacoli —che si tratti di problemi di visti, permessi d'ingresso, coordinamento con le autorità venezuelane o altre difficoltà logistiche—, ma ha sottolineato che non era l'unico gruppo in quella situazione, il che suggerisce difficoltà sistemiche che hanno colpito diversi gruppi di soccorso volontari.

Secondo Esnoticiaglobal i soccorritori avrebbero avuto coordinato un volo per le 17:00 di questo sabato, con i bagagli già pesati, ma a causa di ostacoli burocratici tra l'Ambasciata del Venezuela in Spagna e la compagnia aerea non sono riusciti a partire.  

Questo caso potrebbe mettere in evidenza il modello storico del regime di Nicolás Maduro di esercitare un controllo rigoroso sull'ingresso di organizzazioni non governative straniere nel paese, una pratica che in passato ha generato attriti con la comunità internazionale e che ora, in mezzo a una catastrofe di proporzioni storiche, esclude nuovamente squadre civili indipendenti pronte ad aiutare.

Los terremoti che hanno colpito il Venezuela il 24 giugno sono stati due sismi di magnitudo 7.2 e 7.5 registrati con soli 39 secondi di differenza, con epicentri a San Felipe e Yumare, nello stato di Yaracuy. Lo stato di La Guaira, la zona costiera più vicina a Caracas, è stato dichiarato zona di disastro.

Il bilancio dei deceduti era di 1.430 morti e oltre 3.238 feriti al 27 giugno, con 346 edifici crollati. L'ONU ha stimato che fino a 50.000 persone potrebbero essere disperse e oltre sei milioni di persone coinvolte.

Mientras i team civili come Usar13 rimanevano bloccati, il mondo si è mobilitato verso il Venezuela con 17 paesi che hanno inviato 25 squadre e circa 1.600 soccorritori internazionali. La Spagna ha ufficialmente dispiegato 63 membri dell'Unità Militare di Emergenza (UME), nove cani da soccorso e personale sanitario a bordo di un aereo dell'Esercito dell'Aria; la UME era già operativa a La Guaira e aveva salvato due persone in vita nella zona residenziale di Vistamar.

La differenza di trattamento tra i gruppi statali e le organizzazioni civili indipendenti è rivelatrice: mentre la macchina governativa accede con relativa fluidità, le ONG come Usar13 si scontrano con una burocrazia che le lascia bloccate.

En lo stesso scenario, i medici cubani in Venezuela —circa 12.930 collaboratori secondo i dati di luglio 2025— si sono mobilitati immediatamente a La Guaira dopo i terremoti, nel contesto degli accordi di cooperazione tra i regimi di L'Avana e Caracas. La presidente incaricata Delcy Rodríguez ha ringraziato pubblicamente il supporto cubano, in un contrasto che illustra come il governo venezuelano faciliti la presenza di alleati ideologici mentre ostacola l'arrivo di organizzazioni civili indipendenti.

Almeno nove spagnoli sono morti nei terremoti e 131 cittadini di quel paese risultano ancora dispersi, il che trasforma questa tragedia in un'emergenza consolare di primo ordine per Madrid, oltre a essere una catastrofe umanitaria che continua a richiedere ogni soccorritore disponibile.

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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