Cinque anni dell'11J: cubani a Madrid preparano una giornata storica

Il Partito Liberale Classico Cubano, presieduto da Amelia Calzadilla, organizza nella capitale spagnola una giornata dal 9 all'11 luglio per commemorare il quinto anniversario dell'11J, con conversazioni, dibattiti e una manifestazione a Puerta del Sol



Immagine emblematica delle proteste dell'11 luglio 2021 a CubaFoto © Facebook

Il Partito Liberale Classico Cubano (PLCC), guidato dalla sua presidente Amelia Calzadilla, organizza un «triplo evento» a Madrid per commemorare il quinto anniversario dell'11 luglio 2021, le più grandi proteste popolari registrate a Cuba negli ultimi decenni.

Gli eventi, programmati dal 9 all'11 luglio 2026, si svolgono in collaborazione con Disidencias en Movimiento e Somos Más, e mirano a mantenere viva la memoria della maggiore protesta civica contro la dittatura, a rendere visibile la situazione dei prigionieri politici e a proiettare il futuro democratico di Cuba.

Amelia Calzadilla, intervistata da Tania Costa, è stata diretta riguardo al significato del momento. «Guarda, l'11 luglio abbiamo pensato di avere una giornata tripla, la celebreremo in modo molto bello, perché pensiamo che possa essere l'ultima volta che la celebriamo in questo modo, finché la dittatura sarà ancora in vigore».

La programmazione inizia il 9 luglio con un conversatorio ad ingresso libero presso la Casa del Cura di Madrid, che sarà moderato da Dayana Prieto.

Tra i panelisti confermati figurano Javier Larrondo, presidente di Prisoners Defenders, organizzazione dedicata alla difesa dei prigionieri politici a Cuba; Solveig Font; Yunior García Aguilera; Manuel Alejandro Rodríguez; e Elías Rizo León, il giovane che, a soli 16 anni, è diventato un'immagine iconica del 11J sventolando una bandiera cubana sopra una pattuglia della polizia.

Su quella fotografia, Calzadilla rifletté: «Credo che sia l'immagine memorabile che abbiamo dell'11 luglio, di come il popolo sia arrivato al punto di usura, di ansia, di esasperazione, persino di trovare forza e coraggio dove non ne avevano».

Il conversatorio si concentrerà sulla memoria dell'11J, la situazione attuale dei prigionieri politici e l'aumento della repressione in questi cinque anni. Secondo i dati di Prisoners Defenders, Cuba ha raggiunto a maggio 2026 un record di 1.260 prigionieri politici.

Il 10 luglio, alle 18:00, si terrà un colloquio internazionale presso il bar-ristorante Tocororo di San Sebastián de los Reyes, moderato da Antonio Guedes, fondatore dell'Unione Liberale di Cuba e collaboratore stretto del compianto Carlos Alberto Montaner.

Calzadilla ha descritto Guedes come «un vero pilastro» per il suo partito e ha sottolineato che il colloquio affronterà il futuro di Cuba di fronte a un vero cambiamento democratico, in contrasto con quello che ha definito «questa pseudo-trasformazione che i comunisti vogliono realizzare in questo momento, consapevoli di essere già perduti».

L'affluenza del colloquio è limitata; gli interessati devono richiedere la propria partecipazione tramite l'email di Somos Más.

Il punto culminante della giornata sarà l' 11 luglio, che cade di sabato, con una concentrazione in Puerta del Sol a Madrid dalle 14:00 alle 20:00, che includerà tavoli informativi, interventi politici e si concluderà con un concerto di giovani cubani.

La giornata acquista un significato particolare perché la condanna di Luis Manuel Otero Alcántara, leader del Movimento San Isidro detenuto dal 11 luglio 2021, scade ufficialmente il 9 luglio 2026, come confermato dal Tribunale Supremo Popolare nell'aprile del 2026 senza applicargli sconti per buona condotta.

Calzadilla ha sottolineato che stanno «aspettando che Luis Manuel Otero Alcántara venga liberato, sia scarcereato», e ha aggiunto che «ci sono troppe ragioni per stimolare affinché questo 11 luglio, che è il giorno della ribellione per i cubani, venga celebrato in modo speciale».

L'organizzatrice ha anche richiamato l'attenzione sul clima attuale che si vive nell'Isola, dove le proteste si sono estese a tutte le province, con un particolare protagonismo di La Habana. «Le persone chiedono qualcosa di molto più profondo e sensato, ovvero la libertà».

Calzadilla ha concluso il suo intervento con una frase che riassume lo spirito di tutta la convocazione: «Aspiramo che l’anno prossimo saremo già a festeggiare in libertà».

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Redazione di CiberCuba

Un team di giornalisti impegnati a informare sull'attualità cubana e temi di interesse globale. Su CiberCuba lavoriamo per offrire notizie veritiere e analisi critiche.

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