Canal Caribe ha pubblicato un video in cui la direttrice dei Contenuti e della Programmazione della Televisione Cubana, Coralia Aguilera Hernández, presentava la «griglia di programmazione estiva per il divertimento di tutta la famiglia», e la risposta sui social è stata un'avalanga di burloni, indignazione e sarcasmo.
La ragione è tanto semplice quanto devastante: Cuba sta attraversando una grave crisi elettrica, con blackout che a L'Avana raggiungono fino a 22 ore al giorno e interruzioni fino a 85 ore consecutive in province come Matanzas.
Nel video, Aguilera ha annunciato con entusiasmo il ritorno della serie Policía K1 la domenica, l'inizio della telenovela «Entre Aguas» su Cubavisión, il debutto di «Valle Salvaje» e una nuova versione di «Doña Bella» su Multivisión, oltre a corsi estivi e laboratori per bambini sul Canal Educativo.
Tele Rebelde, secondo la direttrice, trasmetterà il Mondiale di Calcio dagli ottavi di finale fino alla finale, e poi i Giochi Centroamericani, promettendo «un’estate ben sportiva».
Ma nessuno di quegli annunci ha avuto importanza nella conversazione pubblica.
La domanda che è stata ripetuta in centinaia di commenti era sempre la stessa: «con quale corrente?»
«Se non c'è corrente, è meglio spegnere l'ICRT e risparmiare elettricità», ha scritto un utente.
Otro ha ironizzato: «Questa è un'ottima notizia, significa che ci sarà corrente 24 ore su 24, finalmente saremo persone normali».
Uno in più ha colpito direttamente il cinismo dell'annuncio: «Questa battuta è meglio di quella delle 176 misure», in riferimento al pacchetto di misure economiche che il regime ha pubblicato il 19 giugno e che è stato accolto anch'esso con scetticismo generalizzato.
«Tremendo questo programma comico. I miei rispetti al suo sceneggiatore e regista», ha sentenziato un altro commentatore.
Alcuni hanno tentato di trovare una spiegazione logica all'annuncio: «Deve trattarsi di una programmazione rivolta a un settore della popolazione che ha pannelli solari, stazioni di energia, impianti, insomma, fonti alternative per avere energia nelle proprie abitazioni».
Altri hanno riassunto la situazione con umorismo nero: «Opzioni estive: blackout per quota, caldo e zanzare».
C'è chi ha sottolineato la ripetizione cronica del contenuto statale: «Da quando sono nato fino ad oggi, la Parrilla Veraniega è stata fissa, sempre le stesse cose ogni estate, senza tralasciare il piccolo dettaglio di quest'anno: che non vediamo la corrente elettrica».
Una cubana ha confessato: «Non ricordo l'ultima volta che ho acceso la TV; le poche ore di elettricità le sfrutto per dormire un po' con il ventilatore».
Un altro utente è stato più esplicito: «L'unica serie che vedremo è Apagón infernal, con molti episodi per tutta l'estate e oltre».
E uno in più chiuse con amarezza: «Questo è uno scherzo che non fa ridere, ma provoca molte voglie di piangere».
Il contesto che rende così stridente l'annuncio è chiaro: il deficit elettrico a Cuba ha superato i 2.174 MW a maggio del 2026, un record storico che ha lasciato senza luce il 70% del paese simultaneamente, e il Sistema Elettroenergetico Nazionale è collassato sette volte negli ultimi 18 mesi.
In quel contesto, la stessa direttrice della programmazione ha chiuso il suo intervento con una frase che, alla luce dei commenti, è suonata come un'ironia involontaria: «È sempre il pubblico a dirci verso dove dobbiamo andare».
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