Una spagnola che condivide la sua vita su TikTok con il nome @albaricoquer ha pubblicato martedì un video di 38 secondi che ha commosso migliaia di cubani nella diaspora: il secondo episodio di una serie in cui racconta ciò che le ha insegnato suo marito cubano sulla realtà dell'isola, non dal punto di vista politico, ma da quello più umano.
«Ci sono cose che non si imparano dai libri, ma ascoltando le storie di chi le ha vissute», scrisse nella descrizione del video, chiarendo fin dall'inizio il tono del messaggio: personale, emotivo e senza bandiere ideologiche.
In poco più di mezzo minuto, la spagnola condensa una radiografia di Cuba che molti riconoscono come propria.
«Mi ha insegnato che non è necessario sapere di politica per capire ciò che soffre un popolo», dice nel video, prima di elencare le lezioni che suo marito le ha trasmesso con il peso di chi le ha vissute sulla propria pelle.
Entre ellas, che in Cuba bisogna fare miracoli per ottenere cose basilari come cibo o medicinali, e che «crescere senza poter scegliere il proprio futuro non è libertà».
Una delle immagini più strazianti del racconto è quella delle madri cubane: «Ci sono madri che vivono con l'angoscia di vedere i propri figli partire per poter vivere e smettere di sopravvivere», afferma, dando voce a un dolore che molti genitori cubani conoscono fin troppo bene.
Quell'angoscia ha numeri concreti: tra il 2021 e il 2025, più di un milione di cubani sono emigrati, lasciando alle spalle famiglie distrutte e addii che segnano per sempre.
La spagnola raccoglie anche una frase che riassume decenni di sottomissione: «Il mondo vede un popolo allegro ma ignora che al cubano, con inganni, è stato rubato tutto».
E aggiunge un'altra lezione che suo marito le ha trasmesso sul vero costo di vivere sotto quel sistema: «Le tasse più alte sono quelle che si pagano con il tempo».
La scarsità descritta nel video non è una metafora. Secondo i dati del 2025 e 2026, l'80% della popolazione cubana soffre di insicurezza alimentare, il 89% vive in povertà estrema e una famiglia su tre ha sofferto la fame lo scorso anno. Il deficit di farmaci raggiunge il 70% del quadro fondamentale, con 461 dei 651 farmaci in totale mancanza o con copertura insufficiente.
Ma il video non termina nell'oscurità.
Il marito cubano le raccontò che Cuba «non è sempre stata così», che «era un luogo bellissimo», una nostalgia che si connette con l'immaginario di generazioni che ricordano o hanno ereditato il ricordo di un'isola prospera, antecedente al regime che l'ha trasformata in ciò che è oggi.
E si conclude con la frase che ha risuonato di più tra coloro che lo hanno visto: «Se c'è qualcosa che non potranno mai togliere ai cubani sono la fede e la voglia di tornare un giorno in una Cuba libera».
«Dietro ogni cifra ci sono vite reali, sogni e addii», ha scritto la spagnola sotto il video, in una frase che potrebbe benissimo essere l'epitaffio di tutto ciò che il regime cubano ha costatato al proprio popolo.
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